Attenzione
Ucciso a 47 anni da un malore mentre guida l'auto
Alessandro Raffaelli, membro di una famiglia molto conosciuta di medici e insegnanti di Viareggio, lavorava all’ambasciata italiana di Danimarca. E' morto a Copenaghen
VIAREGGIO. La città e il Carnevale sono in lutto. È morto a soli 47 anni Alessandro Raffaelli, uomo di lettere e membro di una famiglia molto conosciuta di insegnanti e medici viareggini: era uno dei tre figli di Noris, per anni professore nei licei della città. Raffaelli è rimasto vittima di un malore che la ha colpito mentre stava guidando l'auto a Copenaghen, capitale della Danimarca, dove si era trasferito 25 anni fa. E dove lavorava all’ambasciata italiana. L’uomo lascia la moglie e un figlio di 10 anni, che hanno ricevuto il cordoglio dell’ambasciatore stesso.
La scomparsa di Raffaelli è avvenuta nella sera di giovedì scorso. Ad accorgersi di quanto accaduto sono stati gli automobilisti che erano dietro di lui, e che hanno visto il veicolo fermarsi improvvisamente. A quel punto sono scesi per vedere cosa era successo. E quando hanno visto Raffaelli riverso sul sedile, gli hanno prestato soccorso. Ma non c'è stato nulla da fare. Al momento in cui scriviamo il corpo di Alessandro Raffaelli si trova in Danimarca, in attesa che venga eseguita l’autopsia. Per volontà sua oltre che della famiglia, tornerà a Viareggio dove verrà sepolto.
Alessandro Raffaelli, del resto, era innamorato della sua città e in particolare del Carnevale: si può dire che fosse un vero ambasciatore culturale della Versilia in Danimarca. Il paese nordico, e in particolare la lingua danese, erano stati una scelta di vita per lui: dopo la maturità al liceo classico aveva deciso di iscriversi a Lingue a Pisa, ma abbandonando l'inglese che pure aveva seguito per anni. «Voglio studiare il danese», aveva detto ai genitori. Che avevano replicato con amarezza: «Finirai a lavorare in un hotel».
E invece Alessandro aveva seguito la sua passione e ne aveva fatto un lavoro. Era diventato interprete e insegnante di italiano proprio in Danimarca, dove si era trasferito assieme alla moglie, anche lei italiana (originaria di Macerata) e studiosa del danese. Dieci anni fa la nascita di un figlio a coronare questa splendida avventura. Che aveva avuto il suo culmine nella visita dell’allora ministro Rosy Bindi a Copenaghen, quando Raffaelli aveva lavorato come interprete proprio per la rappresentante del governo italiano.
«Era un grande amante di Viareggio e del Carnevale - ricorda commosso il padre Noris - aveva scritto il libro “Versilia nascosta” e aveva pubblicato numerosi articoli, proprio sulla sua città e su Burlamacco, sulla rivista degli italiani emigrati in Scandinavia, “Il ponte”». Commovente anche l’omaggio di Aldo Lasagna, avvocato e compagno di banco al liceo Carducci: «La migliore versione di latino in classe era la tua... il più alto voto nel compito di italiano lo conseguivi tu. Ciao Alessandro, magari anche lassù tra i banchi del cielo qualcuno saprà dirti che sei semplicemente bravo».
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