Il Tirreno

Versilia

Confermato il no all’acido peracetico per pulire il mare

di Luca Basile

Lombardi conferma la posizione del Comune: «Senza il via libera dell’Arpat questo sistema non si adotta»

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. La prossima sarà una settimana decisiva sul fronte della balneazione sicura in mare. Comuni, Regione, Asl e Arpat si sono infatti confrontati - e continueranno a confrontarsi - per mettere a punto un protocollo d'intervento che preveda, fra i vari punti, il ricorso ad un'impiantistica alla foce dei fossi che impedisca nuovi divieti in mare. Divieti che hanno già prodotto tutta una serie di ripercussioni negative sull’immagine versiliese e, di conseguenza, alla voce presenze turistiche. Conferenza di servizio che dovrà fare definitiva chiarezza sul ricorso o meno, all'acido peracetico o ancora, in alternativa, ad un sistema di ionizzazione delle acque.

Ed è proprio su questa seconda opzione, dopo che da Arpat sarebbe arrivato un parere non proprio positivo sul peracetico da gettare nei fossi, che Comuni e Regione starebbero lavorando. Con prese di posizione agli antipodi, in alcuni casi fra gli stessi enti e in particolare fra Camaiore e Pietrasanta.

Il sindaco Domenico Lombardi, anche nella giornata di ieri, ha ribadito tutte le sue perplessità sugli impianti chiamati a trattare il peracetico. «Non è questione di essere dubbiosi o meno, ma sono dell'idea che per dare il via libero a questo sistema, serva un parere, certificato ed esaustivo, da parte di Arpat o degli organi preposti. Non aggiungo niente di nuovo a quello che vado ripetendo da qualche anno a questa parte e che stiamo portando avanti, con linearità di comportamenti, a Pietrasanta. Vedremo, ad ogni modo, nei prossimi giorni, quale sarà l'orientamento della Conferenza di servizio ed agiremo di conseguenza».

Il problema è che la stagione è alle porte ed una decisione va presa al più presto: le categorie economiche reclamano da tempo chiarezza, ma come sgradevole prassi si è arrivati anche quest'anno al mese di maggio senza un piano chiaro su cui lavorare. In poche parole ben vengano le buone intenzioni, ma forse ad inizio maggio da tutte le parti in causa era lecito attendersi una procedura già operativa e non, come sta accadendo, un confronto con molti dettagli ancora da definire.

Quello che sembra a questo punto comunque probabile è la rinuncia, salvo nuovi colpi di scena, al peracetico nei fossi. Acido peracetico che potrebbe invece essere utilizzato nei depuratori. Nel frattempo Gaia e Consorzio di Bonifica sempre in vista dell'estate 2015 lavoreranno in sinergia. Su quali protocolli e presupposti lo sapremo, è l'auspicio di tutti, in tempi brevi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa