Gioco
Quel cantiere infinito che fa infuriare i cittadini
Sette mesi di ritardo per i lavori sulla frana di Iacco: «Sono fermi anche col sole» La Provincia: «Mancano gli ultimi ritocchi, a giugno l’intervento sarà concluso»
STAZZEMA. Duecentodieci giorni di ritardo - cioè sette mesi - su un lavoro che doveva essere fatto nella metà del tempo. E che era stato consegnato - con tanto di taglio del nastro - ai primi di settembre del 2014. Nel frattempo, sono tre le proroghe concesse dalla Provincia di Lucca alla Coop Terra Uomini e Ambiente, l’azienda che è incaricata di realizzare i lavori.
Così, il cantiere sulla frana di Iacco, che a gennaio 2014 (dopo le forti piogge) costrinse l’amministrazione di Stazzema a chiudere la strada provinciale, e quindi isolare tutto il comune dal resto della Versilia, giace ancora inconcluso. Qualcuno si azzarda pure a dire che ormai è un cantiere fantasma. Sono migliaia le persone che ogni giorno, fermi ad uno dei due semafori che regolano il traffico alternato sulla provinciale Marina, osservano un cantiere dove i lavori sembrano non andare avanti. Adesso l’assessore provinciale Diego Santi (Difesa del suolo) spiega che con la prima settimana di giugno l’opera sarà conclusa. Ma intanto, ieri, il cantiere era deserto - come succede non di rado ultimamente - nonostante il tempo avesse permesso di lavorare. «Fai delle belle foto e poi mandale ai giornali: è una vergogna», ci urla un’automobilista mentre lo immortaliamo. Nel frattempo, alla fine del muro di micropali realizzato per contenere la frana c’è un’enorme casa, dove vivono “abusivamente” Stefano Buselli e Anna Vannucci. Dal 19 gennaio 2014 il sindaco di Stazzema ha ordinato loro di evacuare. E ancora non hanno ricevuto contrordini. Hanno però deciso, a loro rischio, di rientrare nella loro casa. «È da tempo che nessuno, compreso il sindaco, si è fatto più vivo. Ci siamo sentiti abbandonati», è lo sfogo di Anna. L’anziana coppia si è già rivolta al proprio avvocato, e Stefano ha scritto a tutti gli enti preposti per spiegare che alcuni lavori lungo il canale, che ha provocato il maggior sversamento di acqua, non sono stati fatti bene. «L’unico a non rispondere è stato il comune di Stazzema, mentre la Provincia mi ha dato ragione - spiega Stefano - Avevo anche concesso all’azienda di prendere la corrente di casa mia per i semafori: qualche settimana fa, dalla rabbia, ho staccato tutto. Sembra che allunghino i lavori invece di concluderli». Intanto il caso è finito anche in un’interrogazione del neo consigliere di minoranza del gruppo Luce a Stazzema, Simone Rossi. «Chiedo di sapere i motivi di questo ritardo – scrive Rossi al sindaco Maurizio Verona - e inoltre quando sarà previsto il nuovo termine di fine lavori. Vorrei inoltre essere messo a conoscenza della spesa fin qui raggiunta e se ci saranno ulteriori spese dovute al ritardo”. I lavori erano incominciati il 7 maggio 2014, grazie ad un finanziamento di 650 mila euro erogato dalla Provincia, che è l’ente attuatore dei lavori. L’assessore Santi spiega che l’intervento strutturale è terminato, con la palificazione e i tiranti, ed è stato collaudato dal punto di vista ingegneristico.
«La zona è già in sicurezza – dice Santi - mancano da realizzare gli interventi di completamento e finitura». Ma come mai un ritardo che è quasi il doppio del tempo di realizzazione stabilito sul contratto? «Il tempo non è stato clemente - prosegue Santi - compreso il vento, e poi ci sono state difficoltà da parte della ditta, che ha portato al rallentamento. Per un’opera del genere, abbastanza imponente, mediamente questi ritardi - conclude - non sono tanti; perlomeno nella media dei lavori italiani».
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