Sicurezza
Muore dopo sei giorni di agonia
Giuseppe Ferrandes era impegnato a bordo di una barca al cantiere “Seven Stars”. La Procura di Pisa ha aperto un’inchiesta. I candidati a sindaco di Viareggio si uniscono: "Di lavoro non si può continuare a morire"
VIAREGGIO. Sei giorni di agonia, prima di arrendersi alle ferite irreversibili provocate dalla caduta nel vuoto, mentre lavorava su un’imbarcazione. Non ce l’ha fatta Giuseppe Ferrandes, 56 anni, titolare dell’omonima impresa di pulizie, morto ieri mattina all’ospedale di Cisanello. «Eravamo i tre moschettieri...Pino non ci ha mai lasciato neppure per andare la sera al bar...», sono le parole della moglie, Annalisa Grande. Una famiglia unita, di grandi lavoratori, quella di Ferrandes: la moglie gestisce la tabaccheria di via Monte Croce, mentre la figlia Chiara ha un centro estetico al Marco Polo. «Siamo sempre andati avanti con le nostre forze - è il racconto della signora Annalisa - e con i nostri risparmi. A noi bastavano questo ed i nostri principi, seri, che ci hanno dato la forza di arrivare fino a qui».
Fino a quando il mondo non è impazzito di colpo: «Non so ancora come è arrivato alla morte, mio marito. Per me è andato a lavorare e tra un po’ torna a pranzo...». È venerdì della scorsa settimana ed il lavoro di Ferrandes e dei suoi dipendenti a bordo dell’imbarcazione sul piazzale del cantiere “Seven Stars”, nella zona dei Navicelli a Pisa, è terminato. L’uomo effettua un’ultima ricognizione a bordo, per verificare di non aver lasciato qualche attrezzo. Poi si torna a casa. Dove non è mai arrivato. Perché dal piazzale - così le prime testimonianze - ad un certo punto si sente gridare «è caduto, è caduto». Il cellophane che avvolge la barca in lavorazione è squarciato - sono ancora i testimoni a raccontarlo - nel punto in cui l’uomo è precipitato nel vuoto.
Di ritorno dal primo incontro di ieri mattina con la Asl di Pisa, Tiziano Nicoletti - avvocato della famiglia Ferrandes-Grande - spiega al “Tirreno”: «Il personale dell’Asl che è intervenuto ha fatto un gran lavoro. Le foto che ho potuto visionare sembrano confermare le testimonianze che anche la famiglia ha raccolto». Gli sportelli laterali della barca dovevano ancora essere montati, riferisce il legale, ed è da lì che sarebbe caduto Giuseppe Ferrandes. «L’inchiesta è all’inizio - continua Nicoletti - e riponiamo tutta la nostra fiducia nel lavoro della Procura e di chi sta indagando». L’avvocato viareggino ha contattato il professor Luigi Papi per valutare il conferimento dell’incarico in vista dell’autopsia. L’appuntamento con tutte le parti è in Procura, lunedì, alle 10,30. Solo dopo le decisioni in merito all’esame autoptico sul corpo dell’uomo sarà possibile per la famiglia fissare i funerali.
Il cantiere pisano - nato dall’idea del viareggino Davide Mugnaini, amministratore e socio insieme ad Alessandro Giambalvo - ha diffuso ieri una nota attraverso gli avvocati viareggini Enrico Marzaduri e Riccardo Carloni: «Siamo profondamente addolorati dalla scomparsa di Pino Ferrandes, a cui ci legava un rapporto di lavoro di oltre dieci anni, ormai diventata un’amicizia. Comprendiamo che la famiglia, in questo momento di immenso dolore, non voglia essere disturbata direttamente. Ma vorremmo cogliere questa occasione per testimoniare la nostra condivisione di questo dolore: noi siamo a disposizione per qualsiasi cosa di cui potessero aver bisogno». Tutto il personale del cantiere - concludono i legali - «si è subito messo a disposizione della magistratura e della Asl delle quali abbiamo totale stima e fiducia. La Procura di Pisa sta indagando per giungere ad una ricostruzione dei fatti precisa, ad oggi non accertata».
Colpiscono, ancora, le parole di Annalisa Grande, che a poche ore dall’ultimo sguardo a quell’uomo amato, dichiara di non voler chiudere l’impresa di pulizie: »Andremo avanti, pensando ai dipendenti - racconta la signora al “Tirreno” -. Giuseppe era un uomo buono, generoso, che pensava sempre agli altri, si preoccupava per tutti. Era la nostra vita...».
"Di lavoro non si può continuare a morire”: è la voce di Filippo Antonini, Massimiliano Baldini, Giorgio Del Ghingaro, Franco Giorgetti, Rodolfo Martinelli, Luca Poletti, Alessandro Santini, Giulio Zanni, nella giornata della Festa dei lavoratori segnata dal lutto per l'imprenditore viareggino, hanno diffuso un comunicato congiunto: "Vogliamo riaffermare con forza e senza distinzione politica la necessità di sviluppare e diffondere, in tutti i settori e ad ogni livello istituzionale e lavorativo, una cultura della sicurezza e della prevenzione dagli infortuni sui luoghi di lavoro.Un investimento, anche attraverso specifici percorsi formativi rivolti ai più giovani – hanno dichiarato i candidati – che ogni ente pubblico, ogni associazione di categoria, ogni singolo lavoratore e ogni singola azienda deve perseguire quotidianamente, a tutela non solo della salute ma soprattutto della legalità".
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