Sicurezza
Lavorano gratis per curare i pazienti
I medici della Terapia del dolore dell’ospedale si sono offerti volontari pur di non ridurre l’orario dell’ambulatorio
VIAREGGIO. Pur di continuare a curare i pazienti come hanno sempre fatto si sono offerti di lavorare gratis. E così l’ambulatorio - che rischiava di ridurre il proprio orario per la mancanza di personale e di risorse - può continuare a fornire le proprie prestazioni. Senza alcuna ripercussione sugli utenti.
Protagonisti di questa storia, che racconta il bello e il brutto della nostra sanità, sono i medici che lavorano nell’ambulatorio della Terapia del dolore dell’ospedale Versilia. Un servizio importante, dedicato a malati di tumore o a persone affette da patologie degenerative (come la Sla), ma anche a casi più semplici come gli infortuni (ad esempio le slogature). Tutti utenti che vengono assistiti dai dottori, perché hanno bisogno di cure e medicinali che riducano le loro sofferenze. Così come previsto dal progetto “Ospedale senza dolore” che è sempre stato uno degli obiettivi dichiarati della sanità toscana. Eppure, come detto, questo servizio rischiava un ridimensionamento.
Il problema nasce dal fatto che anche il reparto di Anestesia e rianimazione - così come la Chirurgia - ha dovuto fare i conti con i tagli al personale Asl imposti dalla Corte dei Conti. Parliamo, cioè, dei 3,5 milioni di euro - in realtà al momento il taglio è di poco inferiore ai tre milioni - che l’azienda sanitaria versiliese ha dovuto sforbiciare dal costo totale dei dipendenti, su input della magistratura contabile. Tutto questo a causa dello sforamento di un parametro di bilancio: tecnicismo che peraltro ha lasciato perplessi gli stessi vertici dell’azienda sanitaria.
Il taglio, come detto, ha colpito anche Anestesia. Che ha perso subito due medici: un incarico a termine e un pensionamento. Poi ci sono i prepensionamenti in vista, le malattie, le gravidanze. Queste carenze di organico hanno comportato difficoltà immediate per le sale operatorie, che difatti hanno dovuto ridurre gli interventi chirurgici vista l’impossibilità di garantire sempre un anestesista di turno. Ma i problemi sono anche, ad esempio, per le sale parto. O per altre attività come appunto la Terapia del dolore. Dove è richiesta, appunto, la presenza degli anestesisti. In un programma di lavoro settimanale che prevede diciotto ore di attività, di cui due di ambulatorio e sedici di cure su pazienti in Day surgery (ricovero di un giorno, in genere legato a un intervento chirurgico).
L’ambulatorio, di conseguenza, rischiava di vedersi ridotto l’orario, perché non si poteva più coprirlo come prima. Ma i medici, pur di impedirlo, si sono offerti di lavorare gratuitamente. Una specie di volontariato che ha consentito di proseguire l’attività così come in passato. «Ci sembrava una cosa da fare, tutto qua», si scherniscono dalla Terapia del dolore, non volendo aggiungere altro. Ma la notizia è rimbalzata in tutto l’ospedale, perché mostra la buona volontà da parte dei sanitari di proseguire il loro lavoro nonostante gli scossoni che stanno attraversando il “Versilia”.
@matteotuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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