Sicurezza
L’impianto crematorio divide
Striscioni contro il progetto, anche la Misericordia dice no
MASSAROSA. Le rassicurazioni del sindaco di Massarosa Franco Mungai ai suoi cittadini sul fatto che l’ipotesi di realizzare, accanto al cimitero, un impianto per le cremazioni sia, per l’appunto, solo un’ipotesi ancora tutta da valutare sembrano non essere bastate. Perché da giorni, sui sociale network e ora anche in strada, imperversa la polemica.
Lungo la provinciale tra Massarosa e Bozzano sono apparsi i primi striscioni contro l’ipotesi di realizzare l’impianto perchè inquinante. «No al forno crematorio, no diossine, no polveri sottili” c’è scritto su uno degli striscioni. E ancora «Per un comune più virtuoso (riprendendo uno slogan dell’amministrazione, ndr) no al forno crematorio».
Gli striscioni seguono a ruota l’avvio di uan raccolta firme contro il progetto: iniziativa partita da facebook dove il dibattito sull’impianto è vivace. Ma a tratti anche fuorviante. Motivo per cui sulla vicenda si sono trovati costretti a intervenire il presidente della Misericordia di Massarosa, Paolo Baroni, e i consiglieri del direttivo dell’associazione che si uniscono ai cittadin i contrari alla costruzione dell’impianto in relazione ai rischi legati al possibile inquinamento. «La Misericordia di Massarosa - si legge in una nota inviata alla stampa - tiene ad informare tutta la cittadinanza di Massarosa di non avere alcun interesse nel progetto di costruzione di un eventuale forno crematorio sulla frazione di Massarosa e di essere completamente estranea allo stesso. Anzi, in considerazione dei dubbi circa la possibile nocività conseguente alla sua attivazione, esprime, tramite il proprio Consiglio Direttivo, la propria netta contrarietà per una sua realizzazione in qualsiasi frazione del Comune».
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