Sicurezza
L’ex manager Fs: scartavamo il materiale dell’Est Europa
In aula testimonia Giancarlo Laguzzi. Mauro Moretti firmava i contratti di servizio con le Regioni «ma solo per le telecamere, per finzione giornalistica»
VIAREGGIO. È il 6 agosto 2009 e Viareggio assiste attonita alla catena di morti che non si ferma dopo il disastro ferroviario del 29 giugno: «Con questa firma - si legge sul sito della Regione Liguria - ci diamo formalmente atto di aver compiuto i passi necessari per iniziare un percorso di cui si avvantaggeranno gli utenti liguri. Ha dichiarato (così, ndr) il presidente della Regione a margine dell'incontro per il nuovo contratto di servizio tra Regione e Trenitalia, firmato da Moretti e Burlando stamattina in Regione». La pellicola scorre in avanti velocemente ed arriva al 29 aprile 2015, aula del Polo fieristico di Lucca, processo per il disastro ferroviario di Viareggio, 32 morti. Testimone Giancarlo Laguzzi, ingegnere, ex direttore della Divisione trasporto regionale di Trenitalia. Incalzato dal pubblico ministero Salvatore Giannino, Laguzzi illustra il proprio ruolo: «Ho partecipato a tutti i tavoli di trattativa sui contratti di servizio con le Regioni e ho sottoscritto tutti i contratti». La domanda del pm segue a ruota: «Anche quello con la Regione Liguria?». «Ero presente», risponde Laguzzi: «E c'erano Moretti e Burlando. Firmarono per motivi di presenza della stampa. Burlando disse: “È per la foto”.
Analoga risposta per quanto riguarda il contratto di servizio con la Campania: «In quell'occasione davanti alle telecamere hanno firmato assessore regionale e Moretti, ma era una finzione giornalistica...». Le domande del sostituto Procuratore che all’indagine e al dibattimento lavora fianco a fianco con il collega Giuseppe Amodeo, non finiscono qui: «E se le facessi vedere il contratto a firma di Moretti?». «Non ne sono a conoscenza - risponde il testimone - e mi sembra strano. Non ci possono essere due contratti. Non capisco di cosa sta parlando...».
Ma c’è un ultimo episodio testimoniato da Giancarlo Laguzzi che dà alla Procura elementi in materia di responsabilità di colui che i capi di imputazione descrivono come “one man band” di Ferrovie: «Si conclude un processo al tavolo della mobilità in Lombardia e ci sono una serie di documenti da sottoscrivere. Il direttore regionale, su indicazione mia che avevo sentito Soprano (ad di Trenitalia, ndr) annuncia dal palco che abbiamo deciso di non firmare il patto. Sul palco c’erano il presidente della Regione Formigoni, assessori, Trenitalia, ed in platea il mondo. Mentre si parla, Martini (Trenitalia, ndr)) annuncia che non firma. A quel punto l’assessore Cattaneo dice: "Martini, c'è al telefono Moretti che le dirà di firmare..."». Martini prende il telefonino, parla con Moretti e poi firma: «Ha capito che si erano risolte alcune questioni...».
L’ingegnere è stato sentito, ieri, anche su alcune questioni più tecniche che attraversano indagini e fase processuale. Per un certo periodo, infatti, è stato responsabile di Divisione Cargo ed amministratore delegato di Dfs Cargo Srl, oggi Fs logistica. Ed ecco come Laguzzi ha descritto la sua esperienza con il materiale rotabile dei Paesi dell’Europa dell’Est (l’assile che ha provocato il deragliamento del treno carico di Gpl era stato costruito nella Germania Est): «I nostri responsabili verificatori spesso dovevano scartare quei carri per difetti di manutenzione».
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