Il Tirreno

Versilia

Dimissioni choc per Umberto Cinquini

di Claudio Vecoli

Il costruttore lascia il direttivo dell’Assocarristi dopo le lacerazioni interne legate all’accordo con la Fondazione sui tagli

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VIAREGGIO. Terremoto all’interno dell’Assocarristi. In seguito all’accordo sui tagli alla cartapesta decisi dalla Fondazione Carnevale, Umberto Cinquini si è infatti dimesso dal direttivo dell’associazione che raggruppa la maggior parte di carristi e mascheratisti. Una decisione che arriva a poco più di un mese dal rinnovo dei vertici che hanno confermato alla presidenza Fabrizio Galli. E che dimostra la lacerazione interna alla categoria, come lo stesso Umberto Cinquini evidenzia nelle motivazioni delle sue dimissioni messe nero su bianco nella lettera indirizzata a Fabrizio Galli che pubblichiamo integralmente a fianco.

A far deflagrare la bomba è stato proprio l’accordo appena siglato fra Assocarristi e Fondazione sui tagli ai costi della cartapesta inseriti nel prossimo bando di concorso. I sessantamila euro di risparmi su cui si è trovato l’accordo, infatti, penalizzano in primis le mascherate in gruppo (con un taglio ai compensi che sfiora il 15%) e poi i carristi di seconda categoria (con una sforbiciata di poco superiore al 5%). I tagli hanno invece risparmiato i carri grandi, per i quali non è previsto alcun ridimensionamento del compenso (che resta di 121mila 600 euro). Una disparità di trattamento che ha provocato mugugni e mal di pancia fra chi dovrà stringere la cinghia e chi invece non dovrà sobbarcarsi alcun sacrificio. E che ha provocato uno strappo interno ai costruttori: da una parte i carristi di prima categoria e dall’altra i carristi di seconda e i mascheratisti. «Non posso accettare - scrive Cinquini - che i costruttori di prima categoria e in particolare noi dell’ufficio di presidenza veniamo additati come i responsabili dei tagli economici alle mascherate e ai carri di seconda categoria».

Ma Umberto Cinquini - che di certo non è tipo che non dice quello che pensa - nella lettera di dimissioni si toglie più di un sassolino dalla scarpa. Attaccando una categoria che accusa di vivere rinchiusa in un proprio mondo al di fuori del tempo e della realtà («si confrontino di più con il mondo del lavoro extra Carnevale per capire realmente quello che ci sta accadendo intorno») e rimproverando ai costruttori di non andare oltre alla tutela del proprio posto di lavoro («qualcuno non è consapevole di essere ditta artigiana dentro ad un mercato dove esiste il rischio di impresa, oppure fa finta di non saperlo»).

Dimissioni (e parole), quelle di Umberto Cinquini, destinate a lasciare il segno. E a provocare più di una reazione.

@ClaVecoli

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