Il Tirreno

Versilia

Centro documentario, c’è un progetto

Centro documentario, c’è un progetto

Salgono a quasi trecento le firme contro la chiusura e lo smembramento

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VIAREGGIO. No alla chiusura del centro documentario storico, no allo smembramento del suo patrimonio per un suo trasferimento in altre sedi di minore capienza. Sono i punti cardine della lettera sottoscritta da quasi trecento cittadini che è stata inviata al commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo affinché non prenda alcuna decisione e permetta che la questione sia affrontata e risolta dal sindaco che verrà eletto a giugno. Appello subito raccolto in Comune visto che - come spiegato sul giornale di ieri dal dirigente dei lavori pubblici Franco Allegretti - è stata decisa una soluzione che scongiura chiusura e trasferimento di quello che dal 1963 è il luogo che custodisce documenti, libri e immagini della storia di Viareggio.

La soluzione adottata consiste nel lasciare l'archivio al secondo piano di Palazzo delle Muse ma la consultazione dei documenti potrà avvenire solo nella biblioteca, al piano terra dell'edificio che attende da anni di essere messo in regola con la normativa anti-incendio. «Una soluzione positiva - commenta Antonella Serafini, che fa parte del gruppo di promotori della raccolta di firme (insieme a Franco Anichini, Corrado Benzio, Stefano Bucciarelli, Marco Lenci e Riccardo Mazzoni) - ma ovviamente temporanea. Il prossimo sindaco dovrà farsi carico di risolvere i problemi legati alla messa norma del secondo piano di Palazzo delle Muse, magari riprendendo il progetto del 2001, approvato anche dalla Soprintendenza, che prevede al secondo piano da una parte l'ampliamento della Gamc e dall'altra appunto il centro documentario».

Il centro, aperto nel 1963 grazie alla volontà e alla passione di Francesco Bergamini e poi diretto per quasi quarant'anni da Paolo Fornaciari, da oltre mezzo secolo è punto di riferimento non solo per studiosi locali ma per studenti universitari e studiosi provenienti da tutta Italia. La sua caratteristica più importante è quella di non essere solo un mero archivio di documenti ma anche centro di raccolta della bibliografia di quanto vi è documentato. Esempio: di un edificio cittadino importante al centro documentario storico si trovano la licenza, i disegni, i pareri delle commissioni, le delibere di giunta o del consiglio, i libri scritti su di esso, nonché numerose immagini d'epoca e di oggi. Per questo, sottolineano i promotori dell'iniziativa, pensare anche solo in via ipotetica di smembrare tale ricca e complessa documentazione significherebbe ignorare le più elementari norme di svolgimento di una ricerca.

In attesa che la prossima amministrazione si faccia carico del problema (l'appello è stato lanciato anche a tutti i candidati a sindaco), la raccolta di firme continua a ricevere adesioni importanti. Tra chi l'ha sottoscritta ci sono altri docenti universitari (come Anna Vittoria Bertuccelli, Marcello Ciccuto e Raffaello Ciucci), artisti (come Antonino Bove e Marco Maffei), associazioni (come Anpi, Istituto storico lucchese, Terre di Viareggio, Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea in provincia di Lucca con il direttore Gianluca Fulvetti, il presidente di Italia Nostra Antonio Dalle Mura), carristi (come Fabrizio Galli ed Enrico Vannucci) e poi professionisti, intellettuali e politici (come i candidati a sindaco Filippo Antonini, Alessandro Santini e Luca Poletti).

Chi vuole aderire può farlo ancora scrivendo a serafini.antonella@alice.it.

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