Il Tirreno

Versilia

Campo Rom senz’acqua la soluzione non si trova

di Donatella Francesconi

Gaia ha staccato il contatore al campeggio dal quale dipende la fornitura I Berretti bianchi scrivono al Prefetto e all’Ufficio nazionale antidiscriminazione

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TORRE DEL LAGO. Dirigente del settore sociale del Comune al lavoro, ieri mattina, per venire a capo della questione campo Rom senz’acqua. In realtà - spiegano i funzionari dei lavori pubblici - Gaia non ha tagliato l’acqua al Comune, ma al camping il cui contatore serve anche il campo Rom comunale. Il risultato è identico: i rubinetti delle roulotte, dai quali esce da sempre solo acqua fredda, sono a secco. E gli Enti coinvolti stanno affrontando la questione a problema esploso. Eppure delle difficoltà dell’azienda che gestisce il camping, il cui titolare è deceduto lo scorso anno, sono stati al corrente tutti. «Io credo che una soluzione ci sia - spiega Giovanni Mugnani che per i lavori pubblici ha sempre seguito le vicende del campo -. Certo bisogna che Comune e Gaia si mettano intorno ad un tavolo ad affrontare la questione».

Già, Perché l’azienda idrica, interamente pubblica, deve trovare una soluzione possibile per quel contatore moroso - così il dato fornito dal Comune - che rifornisce però anche le famiglie del campo, compresi una decina di bambini anche piccolissimi. Di fronte al problema igienico-sanitario ormai insostenibile, Gaia - interpellata dal “Tirreno” - fa sapere tramite ufficio stampa che «la questione è molto delicata e pertanto la società non ritiene opportuno fare dichiarazioni alla stampa, a tutela della privacy degli utenti e di tutti i cittadini interessati».

L’associazione Berretti Bianchi ricorda che la situazione igienico-sanitaria rischia di diventare esplosiva, in un contesto che è già pesantemente critico. «Il progetto iniziato la scorsa settimana su scolarizzazione, inserimento lavoro e socio-sanitario, in collaborazione con la cooperativa “Il Cappello” e la Caritas rischia di subire una battuta d'arresto anche per il clima di grossa sfiducia e frustrazione che pervade la comunità Rom. Si sta agendo con troppa superficialità nei confronti di esseri umani come probabilmente non si farebbe se si trattasse del canile comunale. Questa modalità rischia di produrre atteggiamenti pericolosi nell'opinione pubblica che spesso è propensa a pregiudizi e luoghi comuni. Abbiamo informato il Prefetto, Giovanna Cagliostro e l'Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale, confidando in un loro autorevole intervento sui responsabili comunali». Sulla questione è intervenuto anche il candidato sindaco Filippo Antonini che chiede spiegazioni al Comune: «Mi indigno soprattutto come essere umano per questa situazione e spero che venga trovata una immediata soluzione al problema».

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