La protesta
Nomadi in Versilia, pronto un nuovo sgombero
L'intervento annunciato dalla polizia dovrebbe interessare tutte le famiglie di origine sinti accampate sull'argine del fiume a Querceta.
SERAVEZZA. Nuovo sgombero in vista per le famiglie rom accampate lungo l’argine del fiume Versilia nei pressi di via Rotta a Querceta.
A farlo sapere sono i Berretti Bianchi, l’associazione Onlus che si è sempre occupata delle in Versilia delle persone di origine sinti.
«In questi giorni, la Polizia Municipale e la polizia di Stato – fanno sapere - sono andati presso il campo Rom di Via della Rotta a Seravezza per ribadire ai rom che verrà a breve effettuato lo sgombero totale del loro campo».
Queste famiglie fanno parte del gruppo di nomadi che era stato coinvolto dal progetto, portato avanti dai Berretti Bianchi e dalle amministrazioni locali. Che aveva previsto il rientro in Romania per 40, e l’accoglienza in Versilia per gli altrettanti restanti. In parte il progetto ha funzionato, nel senso che si è messo fine alla grave situazione che si era creata a Querceta sotto il cavalcaferrovia. Tuttavia restano ancora molte criticità, e l’accoglienza ha in buona parte è fallita, e altri sgomberi in questi due anni non sono mancati.
«A noi pare che lo sgombero dei campi rom stia diventando uno sport pericoloso – scrive l’associazione Onlus - per vari motivi e francamente non riusciamo a capire perché la Prefettura di Lucca, in contrasto con le direttive governative, non si opponga a questo stato di cose». Tra le varie motivazioni ci sarebbe il fatto che secondo loro «non è sparpagliando per le nostre strade uomini donne e bambini che ci rendiamo la vita più sicura. Al contrario. I rischi per noi aumentano a dismisura; pericoloso per la nostra intelligenza che rischia di dimenticare che la nostra storia è fatta anche di una cultura di migranti, di cui qualche volta dovremmo ricordarci».
Accoglienza ma non gratuita. “Fare accoglienza – spiegano - vuol dire dare un minimo di ospitalità non gratuita e imporre al contempo il rispetto delle regole che noi tutti non rom già rispettiamo. Per esempio: pagare quel minimo che c’è da pagare per le utenze domestiche, acqua, luce e servizi igienici e fare la raccolta differenziata».
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