Il Tirreno

Versilia

Meno chirurghi in ospedale Tre ambulatori saranno chiusi

di Matteo Tuccini
Meno chirurghi in ospedale Tre ambulatori saranno chiusi

Personale ridotto per via dei prepensionamenti: le visite per interventi su emorroidi e vene varicose verranno messe insieme alle altre. Medici perplessi, ma l’impressione è che sia soltanto l’inizio

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VIAREGGIO. Dal 1º giugno tre ambulatori della chirurgia del “Versilia” verranno chiusi. Per non riaprire più i battenti. Un’operazione motivata con i prepensionamenti che nei prossimi mesi ridurranno il numero dei chirurghi in forza all’ospedale di Lido. E che renderanno complicato garantire la presenza di questi tre servizi specialistici, peraltro molto apprezzati dagli utenti. Materialmente, infatti, non ci sarà più chi può garantirne l’apertura.

A chiudere i battenti saranno l’ambulatorio proctologico, quello flebologico e quello ecografico. Per intendersi - e soprattutto per uscire dalla terminologia medica - sono quegli ambulatori a cui si rivolgono pazienti con patologie come emorroidi, ascessi perianali, trombosi venose e vene varicose. Tutte situazioni che necessitano o meno - la valutazione è del medico, ovviamente - di interventi chirurgici.

Da giugno, le visite per questo tipo di situazioni verranno convogliate in un unico ambulatorio: quello di chirurgia generale. Dove saranno effettuate tutte le visite, comprese quelle che una volta usufruivano di un canale specializzato. A partire dalle patologie sopra indicate.

Il problema nasce con l’addio alla chirurgia di tre medici: uno è previsto a giugno, gli altri due a settembre. È il prezzo che l’Asl Versilia deve pagare dopo l’aut aut della Corte dei Conti, che ha chiesto una riduzione della spesa del personale di 3,5 milioni di euro. Questo taglio - motivato col fatto che sono stati sforati dei parametri di bilancio - ha reso necessari 43 prepensionamenti nel personale sanitario. Il reparto più colpito è certamente la chirurgia, che dei tredici medici originari ha rischiato di perderne un terzo, cioè quattro dottori. Alla fine si è deciso per l’addio di tre dottori, anche perché in caso contrario si rischiava di mettere davvero in difficoltà l’attività ordinaria del reparto.

La situazione resta, però, complicata. E così si è stabilito di unificare gli ambulatori specialistici, dove far girare tutti i medici rimasti. La scelta, però, ha lasciato perplessi i dottori che si erano specializzati proprio nelle patologie che venivano monitorate in queste visite. Il rischio, insomma, è che una persona con una situazione specifica non trovi una risposta adeguata. È il caso di chi ha un problema venoso, ad esempio, che necessita di un ecocolordoppler: non tutti i medici sono in grado di farlo. Di conseguenza, può accadere che si sia costretti a tornare più volte per lo stesso problema.

C’è da dire, però, che la presenza di questi ambulatori specifici - ritenuti ridondanti rispetto all’attività ordinaria del “Versilia” - era stata messa in dubbio anche in passato. E stante la situazione di difficoltà del personale, l’impressione è che l’Asl non avesse molte alternative. In ospedale, tra l’altro, si teme che questa scelta sia l’antipasto di decisioni ben più difficili: chirurgia e anestesia, infatti, perderanno cinque medici nei prossimi mesi. E se l’estate potrà essere affrontata senza scossoni particolari, l’autunno - con il via alla maggior parte dei prepensionamenti - si annuncia caldo.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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