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Balneazione sicura: slitta il via libera ai lavori
Rimandata a mercoledì prossimo la decisione degli enti locali sulle opere da realizzare per scongiurare nuovi divieti sulla costa
VIAREGGIO. Ancora un rinvio. Il giorno della decisione definitiva sugli interventi urgenti da adottare per scongiurare nuovi divieti di balneazione in Versilia slitta. L’incontro tra gli enti che dovrebbero stabilire se attivare impianti di ionizzazione - al posto dell’uso di acido peracetico, questa l’ipotesi che sembra andare per la maggiore - sulle foci di Fossa Dell’Abate, Motrone e Fiumetto è stato spostato a mercoledì prossimo. Sulle soluzioni da adottare c’è la valutazione dell’Università di Pisa ma manca ancora la condivisione di tutti i soggetti in campo e il tempo passa.
L’intervento in questione non è la soluzione definitiva ma quella tampone - e comunque abbastanza onerosa visto che si parla di un finanziamento regionale da 1,8 milioni di euro - a una problematica storica per il territorio: l’inadeguatezza o l’assenza dei sistemi di fognatura e depurazione (pubblici e privati) che favoriscono lo sversamento nei canali e quindi in mare di liquami, responsabili degli sforamenti nella presenza di batteri nell’acqua con rischi per la salute dei bagnanti.
Anche nella recente pubblicazione “Il controllo delle acque di balneazione - stagione 2014” curata da Arpat ha messo in risalto proprio questo aspetto: «il reticolo idrografico della Versilia drena anche scarichi non depurati provenienti da vari agglomerati urbani, provocando situazioni di inquinamento nelle acque di balneazione limitrofe». Nello specifico «il Fosso dell’Abate riceve scarichi fognari non trattati provenienti dagli agglomerati urbani di Lido di Camaiore e Viareggio». E ancora: «Il fosso Fiumetto veicola acque verosimilmente contaminate da scarichi domestici non trattati - si legge ancora nella relazione di Arpat - o comunque non soggetti a trattamento appropriato soprattutto nel territorio di Forte dei Marmi». Arpat rileva, co0me già reso noto in passato, che i fenomeni di piogge intense sono spesso associati agli inquinamenti delle acque che lo scorso anno hanno riguardato 8 delle 18 aree di prelievo lungo la costa versiliese. Ma è evidente che “piove sul bagnato”, come Arpat sottolinea più volte facendo riferimento alle problematiche del sistema fognario e di depurazione a monte. Carenze e limiti che evidentemente non potranno essere sanati con l’installazione di un impianto di ionizzazione, come rileva Arpat: «Questo tipo di trattamento non ha motivazioni di protezione ambientale ed è un vero e proprio sistema di disinfezione (per ossidazione) da effettuarsi al di fuori di impianti di depurazione, non è chiaro se sia permesso dalla normativa vigente e, comunque, è necessario certificarne l’assenza di effetti ambientali indesiderati, e nocivi per la vita acquatica. Inoltre, le problematiche relative alla disinfezione efficace di grandi quantità di acque correnti, come potrebbero esserci durante le piogge, pongono dei seri dubbi sull’efficacia di tale impianto, dato che una disinfezione imperfetta, eliminando, ad esempio, solo gli indicatori batterici di contaminazione, ma non i patogeni, rimuoverebbe il segnale di pericolo, senza ridurre il rischio sanitario per i bagnanti». (v.l.)
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