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Più Imu a Roma Molino annuncia: niente nuove tasse

FORTE. «In questo paese dalle casse dissestate la buona politica e l’attenzione ai bilanci in attivo non paga. Sembra quasi che beffardamente si premino i Comuni dalle tasche bucate o che ancora non...

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FORTE. «In questo paese dalle casse dissestate la buona politica e l’attenzione ai bilanci in attivo non paga. Sembra quasi che beffardamente si premino i Comuni dalle tasche bucate o che ancora non hanno capito che la festa è finita». Al Forte ci sono malumori e musi lunghi nei corridoi del municipio dopo che è arrivata, del tutto inattesa, la notizia che il Fondo di solidarietà comunale 2015, ossia la quota dell’IMU trattenuta dallo Stato, passerà per l’anno in corso da 2.293.000 euro a ben 3.569.000 euro. Una nuova pesante batosta per il Comune che quest’anno farà il paio con il debito contratto fuori bilancio per rimettere il paese in condizioni di operatività e ricettività dopo il fortunale di marzo. Lo Stato, reclama dunque un milione di euro in più, per l’esattezza 1.276.000,00 euro, senza peraltro alcuna motivazione aggiunta a corredo della cifra nuda e cruda, riportata dal documento inviato da Roma a Forte dei Marmi.

«A questo – commenta amaro il vice sindaco Michele Molino - dobbiamo poi aggiungere il debito fuori bilancio dovuto al fortunale del 5 marzo scorso, che ammonta a 1.521.000 euro. Insomma globalmente, sono 2 milioni e 800 mila euro che dovremo reperire nel capitolo di spesa corrente del bilancio di previsione. E sono davvero tanti soldi, per trovare i quali dovremo fare i salti mortali – continua Molino che è anche assessore alle finanze - e ci imporrà inevitabilmente di riesaminare servizi e spese. Insomma con amarezza devo prendere atto che la buona politica non paga. Chi, come noi, gestisce con oculatezza le proprie risorse, salvaguardando i servizi per i cittadini e arrivando a fine anno con il bilancio in attivo, viene punito severamente perché gli viene richiesto un ulteriore sacrificio a cui non può sottrarsi perché obbligatorio, e che andrà a coprire eventuali squilibri di Comuni sicuramente non virtuosi come il nostro. Ben inteso, la solidarietà è giusta, ma non è accettabile che a metà anno, dopo un’attività programmata e avviata, ci arrivi fra capo e collo una richiesta del genere. Soprattutto dopo l’evento disastroso del 5 marzo. Noi non vogliamo ricorrere ai soliti mezzi: aumentare la Tasi e non vogliamo neanche applicare la tassa di soggiorno, o altri tributi».

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