Il Tirreno

Versilia

Hotel si rifiuta di far pagare la tassa di soggiorno ai disabili

di Matteo Tuccini
Hotel si rifiuta di far pagare la tassa di soggiorno ai disabili

La protesta dei titolari dell’albergo Spinelli in Darsena che ospita nuotatori per gare paralimpiche «Imposta iniqua, soprattutto in questi casi: non la riscuoteremo. Assumendoci tutte le responsabilità»

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VIAREGGIO. «È una tassa ingiusta e sproporzionata. Soprattutto in questi casi. E io mi rifiuto di farla pagare».

Lo sciopero fiscale minacciato più volte dagli albergatori contro la tassa di soggiorno è diventato realtà. All’hotel Spinelli, tre stelle molto conosciuto della Darsena (dove lavora con i cantieri nautici, gli stabilimenti balneari e gli eventi sportivi) hanno deciso di non far pagare l’imposta ai nuotatori disabili arrivati per i campionati paralimpici, in programma oggi a Massarosa.

«La scelta di non chiedere la tassa di soggiorno a questi clienti - spiega la titolare dell’hotel Maria Rosaria Francavilla - nasce dal fatto che in molte località turistiche gli ospiti disabili sono esentati dall’imposta. A Viareggio non è così: l’esenzione è prevista solo per gli under 12, per gli accompagnatori turistici e i familiari di persone ricoverate in strutture di cura della zona e per le forze dell’ordine, oltre che per i viareggini stessi. Non ci sembra giusto». L’hotel Spinelli, quindi, non riscuoterà i 4 euro a persona al giorno che i clienti sarebbero chiamati a versare. «Ovviamente - afferma la titolare dell’albergo - ci assumeremo tutte le responsabilità di questa scelta: i nostri clienti non dovranno essere perseguiti dal Comune. Se gli uffici vorranno rivalersi con qualcuno, dovranno farlo con noi». L’hotel è considerato agente riscossore del Comune quando si parla di imposta di soggiorno: il proprietario rischia una denuncia. «Non ci interessa, andremo incontro anche a quella. Per come siamo messi, non ci spaventa».

È chiaro che, al di là della questione disabili (che merita comunque una riflessione), nel mirino c’è la natura stessa della tassa di soggiorno. E soprattutto il rincaro deciso dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo (vedi box) per le note condizioni economiche di dissesto di Viareggio.

«Abbiamo partecipato a numerose iniziative di protesta contro l’imposta - dice l’imprenditrice Maria Francavilla - intanto è assurdo vedere che a Lido non si paga, e a Viareggio sì: ci vorrebbe uniformità in Versilia, come sul territorio nazionale. Tra l’altro, nella nostra città è stato deciso un aumento clamoroso nel 2014, che ci ha penalizzato enormemente. Abbiamo registrato 200 presenze in meno a febbraio rispetto all’anno scorso, stiamo assumendo meno persone: questa è la nostra situazione. E quando andiamo in municipio non sappiamo con chi parlare. Nel frattempo stiamo perdendo tutte le manifestazioni sportive che portavano clienti: ultimo caso, quello della Gran fondo. Avanti così non rimarrà nulla. Nemmeno per pagare la tassa di soggiorno».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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