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Versilia

Barricate contro gli ambientalisti sulle Alpi Apuane

Barricate contro gli ambientalisti sulle Alpi Apuane

Gli abitanti di Levigliani si mobilitano per impedire l’arrivo alla cava Tavolini della “passeggiata in difesa delle Apuane”

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STAZZEMA. «Saremo noi gli unici che percorreremo la via marmifera, e sarà la nostra comunità a passare la domenica su cava Tavolini. Con le nostre mogli, i figlioli e qualche collaboratore. Sarà una giornata a tutela e a favore delle cava e del lavoro». Quella di oggi, sul monte Corchia, si prospetta una giornata carica di tensione. Da una parte gli ambientalisti, con l'escursione manifestazione contro le cave in quota del Corchia; dall’altra tutta la comunità di Levigliani, in primis la Cooperativa Condomini che ci lavora, e non ci sta a farsi dettar legge a casa propria.

«La via marmifera (che parte da Passo Croce) e cava Tavolini sono di proprietà dei Beni Comuni di Levigliani - spiega Daniele Poli, presidente della Coop Condomini - forse gli ambientalisti si sono dimenticati di questo particolare. Saremo lì a sentinella, e non potranno passare. Potranno andare sul monte, ma non sulla cava, solamente passando dai sentieri del Cai. Abbiamo anche avvertito le forze dell’ordine e il Comune perché vogliamo che sia rispettata la nostra proprietà».

Il ritrovo degli ambientalisti, che partono da diversi sentieri, sarebbe stato alle 13 a cava Tavolini. La Coop Condomini ha in affitto queste terre dai Beni comuni di Levigliani. «Vogliamo ricordare inoltre agli ambientalisti e a Rosalba Lepore (portavoce dell’iniziativa di Salviamo le Alpi Apuane) che dice una falsità quando afferma che secondo la Legge Galasso non dovrebbe esistere attività estrattiva sopra i 1200 metri – spiega Daniele Poli - va regolamentata in un altro modo, con specifiche attenzione, ma non è vietata».

E dalla Coop Condomini fanno presente che i loro piani di coltivazione vengono esaminati da 6 commissioni prima di essere approvate: tra loro Arpat, Parco Apuane e Asl.

«Vorrebbero fare un dibattito divulgativo con esperti, ma farlo in cava è folle: oltre a essere proprietà privata, e non hanno chiesto nessuna nostra autorizzazione, è anche un cantiere di lavoro; ciò dimostra la superficialità di come gestiscono le loro iniziative». Il presidente Poli ricorda anche che sulle cave del Corchia, prevalentemente in galleria e in parte a cielo aperto, si regge tutto un sistema del paese, non solo 20 famiglie, come aveva detto Lepore. «Quasi 30 capifamiglia, oltre ai posti di lavoro dati in 60 anni di attività. Poi c'è l’indotto. Dire certe cose è pura follia. Paghiamo anche un affitto al comunello che reinveste i soldi nel paese. Non ci devono insegnare come si lavora in cava».
 

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