Sicurezza
Violentata da tre uomini, dubbi sul racconto della vittima
La donna, ricoverata in stato di choc in ospedale, è stata riascoltata dai carabinieri di Viareggio che comunque stanno battendo tutte le piste per ricostruire quanto accaduto
VIAREGGIO. Ci sono dei dubbi sulla versione della donna che ha raccontato ai carabinieri di essere stata vittima di una rapina con violenza sessuale. Violenza che sarebbe stata compiuta - secondo quanto raccontato dalla donna - in un’auto da tre uomini nel parcheggio all’incrocio tra il viale Einaudi e via Fratti. Dove sarebbe stata portata con la scusa di darle un passaggio verso Massa, dove la donna - di età intorno ai cinquant’anni - abita.
I dubbi degli inquirenti riguardano la ricostruzione fatta della notte tra mercoledì e giovedì, quando sarebbe avvenuto l’incontro fatale. In particolare restano dei punti interrogativi sul come la donna sia entrata in contatto con questi uomini: non è chiaro, infatti, chi abbia fatto il primo approccio per far sì che lei salisse sulla loro auto dopo la serata trascorsa nella sala slot di Lido di Camaiore. Pare che sia stata lei a chiedere un passaggio in maniera generica, e che gli uomini si siano offerti di farla salire in macchina. Salvo rapinarla del portafogli e del cellulare, prima di violentarla, dopo averla portata nel parcheggio a due passi dalla pineta di Ponente. Dopodiché l’avrebbero scaricata dall’auto e sarebbero ripartiti a tutta velocità.
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I dubbi riguardano anche il percorso a piedi (e senza scarpe) che la donna avrebbe fatto per arrivare al comando dell’Arma - che è in zona, nel quartiere Marco Polo, ma comunque non vicinissimo al luogo della presunta violenza. Lei stessa ha detto di non ricordare come aveva fatto a trovare la caserma. E soprattutto non ci sono indicazioni sui presunti violentatori, dei quali non è stata fornita al momento una descrizione tale da poter avviare una ricerca approfondita.
I carabinieri hanno cercato di colmare le lacune presenti nel racconto della donna - ora ricoverata in stato di choc in ospedale - riascoltandola ieri, anche se con il tatto necessario vista la sua condizione psicologica. Che appare fragilissima.
Per questo motivo dall’Arma, nonostante la difficoltà nell’ottenere i riscontri di quanto affermato dalla signora, ritengono necessario battere tutte le piste. Non si può escludere in alcun modo che il racconto, per quanto zoppicante in alcune parti, sia assolutamente veritiero. E che proprio la brutalità di quanto accaduto abbia comportato una specie di blocco nella mente della vittima, a quel punto incapace di ricollegare tutti i fatti.
Da parte degli inquirenti, insomma, si conferma soltanto che le indagini sono in corso. E che nessun particolare verrà sottovalutato, considerata la delicatezza della storia.
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