Lutto
Iacconi, scarcerato uno dei minorenni
Ora è in una comunità in Umbria. Intanto il tribunale del Riesame respinge la richiesta di arresto per gli altri due indagati
VIAREGGIO. È uscito dal carcere minorile di Torino per andare agli arresti domiciliari, in custodia a una comunità terapeutica in Umbria (per la precisione in provincia di Terni). Dove comunque - assicura il suo legale Giorgio Nicoletti - «non è libero: per uscire deve essere accompagnato». Finisce, comunque, il periodo di reclusione durato quattro mesi di uno dei due minorenni arrestati per l’omicidio di Manuele Iacconi, il 34enne meccanico di Piano di Mommio morto in seguito a un pestaggio in Darsena.
L’inchiesta. È questa la novità più rilevante sul delitto di Halloween, a pochi giorni dall’appello degli amici di Iacconi che hanno chiesto ancora una volta giustizia. Non ci sono novità, invece, sulla ricostruzione di quanto accaduto in via Coppino nella notte del 31 ottobre scorso. Al momento l’inchiesta si basa su quanto affermato dagli stessi minorenni - uno dei quali è ancora recluso a Roma - agli inquirenti. In particolare nell’interrogatorio di inizio febbraio, in cui entrambi hanno ammesso i colpi di casco dati a Iacconi e all’amico di lui Matteo Lasurdi. Massacrando il primo e quasi uccidendo anche l’altro. In entrambe le versioni fornite, tuttavia, non mancano punti oscuri. Soprattutto nei passaggi tra lo scoppio della zuffa e l’aggressione vera e propria, che ha portato alla morte di Manuele. Ed è per questo che la Procura di Lucca e quella minorile di Firenze stanno proseguendo le indagini: l’obiettivo è trovare altri testimoni che confermino o smentiscano quanto raccontato dai ragazzi. Servono altre informazioni.
No al carcere per i maggiorenni. La notizia della scarcerazione di uno dei due minorenni arrestati a dicembre dalla polizia è trapelata ieri pomeriggio. Dopo che in mattinata si era saputo che il tribunale del Riesame di Firenze ha respinto la richiesta di custodia cautelare per Federico Bianchi e Alessio Fialdini, i due maggiorenni (vent’anni il primo, diciannove il secondo) indagati a loro volta per il delitto. La richiesta era stata fatta dal pm Sara Polino, dopo che già il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lucca aveva detto no al carcere per i due ragazzi. Il sostituto procuratore Polino aveva fatto ricorso circa due mesi fa contro questa decisione, e i giudici del Riesame ieri hanno sciolto la riserva. Confermando, quindi, la decisione del gip lucchese. E cioè negando la possibilità di carcerazione per Bianchi e Fialdini, assistiti rispettivamente dagli avvocati Maria Laura Bitonte e Massimo Landi. Che nel contestare il ricorso del pm avevano fatto presente di non ritenere giustificata la richiesta.
L’unico in carcere. Resta recluso a Roma l’altro minorenne arrestato, per cui i legali Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi hanno chiesto a loro volta l’inserimento nella comunità Exodus nelle Marche. Si tratta del ragazzo che si è autoaccusato di aver colpito ripetutamente Iacconi dopo una zuffa scatenatasi pare per un motivo banale (forse una sigaretta).
L’appello degli amici. Lunedì scorso gli amici di Manuele Iacconi si erano ritrovati per chiedere ancora una volta giustizia per il loro amico scomparso. Minacciando di occupare il luogo della tragedia, via Coppino, se non fossero arrivate novità dagli inquirenti entro la metà di maggio. Al momento non è dato sapere se - alla luce delle ultime novità - questa manifestazione di protesta verrà confermata o meno. Certo è che la vicenda Iacconi continua a far discutere, e molto, per la violenza che l’ha provocata e per la necessità di avere risposte su quanto accaduto. Lo chiedono gli amici e i familiari di Manuele, ma lo chiede anche la città che ha vissuto come un incubo quella notte di Halloween. Su cui non è ancora stata fatta luce.
@matteotuccini
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