Il Tirreno

Versilia

Del Dotto: l’area Pardini resterà produttiva

Dopo l’incontro tra primo cittadino e sindacato richiesto un vertice in prefettura Sarà convocato un consiglio comunale aperto sulla crisi dell’azienda

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CAMAIORE. Un vertice in prefettura, un consiglio comunale aperto e una parola d’ordine: non si cambia la destinazione produttiva della Oreste Pardini. Questo il succo dell’incontro che si è svolto ieri mattina in municipio tra il sindaco Alessandro Del Dotto e le rappresentanze sindacali della Alluminio Oreste Pardini srl.

Il sindaco ha comunicato l’indisponibilità dell’azienda a tenere un incontro trilaterale. «Chiediamo - è stato il commento di Nicola Riva, rappresentante della Fiom Cgil - un incontro in Prefettura per poter scongiurare il rischio della chiusura dell’azienda. Ribadiamo la nostra preoccupazione riguardo le reali motivazioni di questa operazione: sarebbe intollerabile che dietro la crisi vi fossero celati propositi speculativi».

Del Dotto ha dato la propria disponibilità a partecipare all’eventuale tavolo in Prefettura. Ed è stato già contattato il presidente del consiglio comunale, Massimo Ceragioli, per la convocazione di una seduta aperta sulla crisi della Alluminio Oreste Pardini srl, viste anche le sollecitazioni che sono arrivate dai lavoratori.

L’amministrazione comunale durante l’incontro ha ribadito che non è disponibile a fare alcun ragionamento che non preveda il mantenimento dell’attuale destinazione a comparto produttivo.

«La scelta di procedere speditamente verso una procedura concorsuale da parte dell’Oreste Pardini srl di Camaiore, con il conseguente licenziamento degli oltre 20 dipendenti - sottolinea il sindacato - non può essere accettata. Il modo inconsueto con il quale la direzione aziendale ha scelto di ufficializzare la propria decisione è probabilmente tipico della famiglia che ne detiene la titolarità ma è irrispettoso del sistema delle relazioni industriali e vertenza limitata a se stessa, soprattutto verso i venti e più dipendenti che ne compongono oggi l'organico aziendale. La Oreste Pardini - prosegue la Fiom - è parte integrante della storia di Camaiore e non solo sotto il profilo manifatturiero: è una fabbrica che ha dato lavoro a diverse centinaia di cittadini e anche oggi, seppur con un organico ridotto, è impensabile che abbia esaurito il suo ruolo. Cosa c'è dietro a questa decisione drammatica? C'è forse la speranza di poter beneficiare di un cambio di destinazione all'interno del nuovo piano strutturale che il Comune sta adottando? Con la speranza, di qui a qualche anno, di poterne trarne maggior profitto attraverso una speculazione immobiliare? La storia sindacale ci insegna quanto sia necessario non far cadere l'attenzione su temi delicati come questo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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