Il Tirreno

Versilia

Pignoramenti in vista per i diportisti morosi

di Donatella Francesconi
Pignoramenti in vista per i diportisti morosi

L’annuncio del liquidatore Falzone: «Chiederò l’autorizzazione al giudice» Che ieri si è riservato di decidere sul fallimento in vista dell’udienza sul concordato

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VIAREGGIO. Il liquidatore della Viareggio Porto, Eduardo Falzone, lancia un messaggio chiaro ai diportisti che ormeggiano agli approdi gestiti dalla società pubblica: «In questi giorni procedo nel chiedere al giudice fallimentare l’autorizzazione per ricorrere ai pignoramenti delle barche di coloro che non hanno pagato». Ma non è solo questione di denaro, all’indomani della denuncia pubblica di Falzone sul vero e proprio sistema di non trasparenza dei dati della clientela e delle imbarcazioni. «Tra le risposte che mi sono arrivate alle raccomandate inviate - racconta Falzone - ce n’è una in cui mi si informa che “il posto barca assegnatomi non è più in mio possesso dal 2013 e la barca è venduta”, quindi la richiesta di pagamento va avanzata “a colui che la Viareggio Porto ha autorizzato a stare lì”». Più o meno il caos, insomma. Tanto che c’è più di un diportista che non è in grado di portare la documentazione richiesta a tutti dal liquidatore, così come c’è chi teme le conseguenze del non avere le carte in regola. Anche perché, prima o poi, i conti dei mancati incassi che tale caos ha causato, qualcuno li dovrà pur fare. Anche in vista del concordato fallimentare che sembra possibile riempire di contenuti con l’offerta che è ancora sul tavolo del liquidatore e che farà o meno la differenza nell’udienza di venerdì davanti al giudice fallimentare che ieri mattina si è riservato, proprio per questo, di decidere sul fallimento o meno della società oggi interamente pubblica. Nell’udienza di venerdì il giudice deciderà in merito alla proroga richiesta per portare a buon fine l’operazione proposta dalla manifestazione di interesse, o dalle manifestazioni, visto che nei giorni scorsi sono circolate voci di cantieri navali potenzialmente coinvolgibili.

Intanto, Falzone ricorda di aver fatto istanza al giudice fallimentare «per poter eseguire il minimo indispensabile dei lavori necessari per la messa in sicurezza degli impianti che ho trovato vetusti e obsoleti», al punto che lo stesso Falzone si è mosso con una denuncia alle Autorità competenti».

La questione del futuro della Viareggio Porto - sottolinea Valerio Massimo Romeo, commissario prefettizio al governo della città, «diventa molto lunga». E finisce dritta nelle mani del prossimo sindaco che dovrà affrontarla nei primissimi giorni del mandato, con una tempistica che è quella del Tribunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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