Il dolore
Galeotti, Verona e Vaiani hanno corso la Parigi-Roubaix
QUERCETA. La passione per il ciclismo e la voglia di sfidare i propri limiti. È questo che ha spinto tre versiliesi sabato 11 a presentarsi ai nastri di partenza della corsa ciclistica (categoria...
QUERCETA. La passione per il ciclismo e la voglia di sfidare i propri limiti. È questo che ha spinto tre versiliesi sabato 11 a presentarsi ai nastri di partenza della corsa ciclistica (categoria amatori) più massacrante che esista, la Parigi-Roubaix. Erano: Marco Verona (commercialista di Querceta e "pioniere" di queste avventure), David Vaiani (noto ristoratore di Forte dei Marmi) e Giacomo Galeotti (presidente del Gruppo Sbandieratori) si sono dunque recati nel nord della Francia insieme ad altri 5700 appassionati per affrontare l'impresa di questo durissimo percorso che da Compiegnie raggiunge Roubaix. «È dal 2005 che ogni anno vado al Nord - spiega Verona - è terra di grandi classiche del ciclismo e gli organizzatori permettono a noi amatori di svolgere la gara il giorno prima dei professionisti su un percorso identico. Lo spirito è molto diverso dalle gare italiane dove la gente rischia la pelle per la centesima posizione, lì è una vera festa per tutti i partecipanti». «È stata davvero una giornataccia, pioggia e vento per tutta la gara (circa 6 ore e mezzo, ndr) - racconta Giacomo Galeotti - per me che ho corso in bici fin da bambino è stata comunque una grande emozione ripercorrere le strade dove tanti campioni italiani, da Moser a Ballerini, hanno dominato tra i professionisti». G.B.
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