Il Tirreno

Versilia

il caso della C1

Arpeca: concessione restituita

Arpeca: concessione restituita

«Le risposte ricevute non erano allineate alle previsioni del bando»

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VIAREGGIO. «A seguito delle risposte ricevute, non allineate con le previsioni progettuali di bando, la società Arpeca ha ritenuto opportuno rinunciare alla concessione, riconsegnando l’area in data 22 gennaio 2015 all’Autorità portuale regionale e pagando le penali previste dall’atto concessorio». È la stessa Arpeca a spiegare come è finita la vicenda dell’area “C1”, nell’ambito delle destinazioni previste dal Piano regolatore portuale del 2007. Da lì in poi niente si è più saputo del futuro dell’area antistante la banchina Lenci, la cui sistemazione è rimasta dunque bloccata. Non certo per volontà o responsabilità di Arpeca che, in quanto concessionario esercita o meno la concessione ed il suo ruolo termina qui, ma dagli Enti competenti all’iter amministrativo. Iter di gestione delle concessioni, così come di attuazione o meno del Piano regolatore portuale.

Nel ricostruire la vicenda della C1, travagliata sul piano burocratico, Arpeca ci tiene a dire che «la nostra società non ha mai richiesto alcuna sospensione di concessione». Nel settembre 2013, era stato il segretario dell’Autorità portuale Fabrizio Morelli, mostrando gli atti della pratica al “Tirreno”, a spiegare che il 14 novembre 2012, Arpeca - a nome di tutti i concessionari - presenta al Comune commissariato richiesta di sospensione dei termini temporali della concessione.

Morelli al cronista curioso di capire, un anno dopo, come fosse finita la vicenda risponde: «Tra le carte abbiamo la domanda ma non la risposta».

E Patrizia Lippi, dipendente della Authority, aggiunge: «Ci sta che qualche fascicolo sia rimasto su qualche scrivania in Comune...».

Che la strada non sia stata facile lo dichiara la stessa Arpeca: «La nostra società ha presentato osservazioni circa le soluzioni progettuali relative alla costruzione e richiesto precisazioni delle incongruenze tra le previsioni urbanistiche e la reale situazione dell’area di intervento. A seguito delle risposte ricevute, non allineate con le previsioni progettuali di bando, la società Arpeca ha ritenuto opportuno rinunciare alla concessione, riconsegnando l’area». Il 22 gennaio di quest’anno, appunto. Con pagamento delle penale.

Un’altra storia di burocrazia che si inserisce, per dirla con le parole del cantiere navale specializzato in alaggio, varo e refitting che si aggiunge a tutte le altre che da anni non permettono lo sviluppo del porto di Viareggio. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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