Italia
Accolto (in parte) il ricorso del sindaco sul caso palasport
La Corte dei Conti in appello dimezza ma non cancella la sanzione primo grado. Buratti: soddisfatto a metà
FORTE DEI MARMI. Accolto parzialmente - così recita la sentenza della prima sezione giurisdizionale d’Appello della Corte dei Conti di Roma - il ricorso presentato dal sindaco Umberto Buratti e dalla dirigente del Comune Laura Quadrelli contro la condanna per la gestione dello spazio espositivo del palazzetto dello sport tra il 2008 e il 2011, spazio che secondo i giudici di primo grado sarebbe stato concesso a un prezzo d’affitto troppo basso agli organizzatori di eventi espositivi.
I giudici hanno riconosciuto in parte le ragioni dei ricorrenti (che hanno portato numeri e documenti per dimostrare che gli eventi espositivi in questione si tradussero in benefici in termini di richiamo turistico per Forte dei Marmi), hanno ridotto sostanzialmente la sanzione ma non hanno cancellato l’impianto del pronunciamento dei giudici di primo grado.
Come si ricorderà, in un giudizio meramente contabile, era stato contestata dai giudici amministrativi la differenza fra i costi sostenuti dal Comune e le somme corrisposte dagli organizzatori degli eventi espositivi al Palasport relativi agli anni 2008, 2010 e 2011. Per questo Buratti e Quadrelli vennero condannati a farsi carico rispettivamente del 40% e del 60% della cifra (oltre 68mila euro) quantificata dai giudici amministrativi tenendo conto della differenza tra i costi sostenuti dal Comune per i relativi allestimenti e le somme corrisposte poi dagli organizzatori degli eventi espositivi (antiquariato e mostre d’arte).
Il tribunale d’appello - come detto - ha praticamente dimezzato quanto imposto in primo grado, accogliendo la tesi della difesa, che aveva richiesto una valutazione più accurata sull’importanza delle manifestazioni ospitate all’epoca al Palasport e i benefici in termini di afflusso di pubblico e di immagine che ne erano derivati all’ente pubblico e alla città.
«Sono abbastanza soddisfatto – ha dichiarato il sindaco – che siano state valutate positivamente le argomentazioni prodotte, basandoci nulla più che sui fatti reali. Adesso valuteremo la convenienza a ricorrere in Cassazione per l’annullamento totale. La stessa Cassazione, infatti, in un giudizio affrontato dal sindaco di Milano nell’anno 2001, affermò che la Corte dei Conti può e deve verificare la compatibilità delle scelte amministrative con i fini pubblici dell’ente pubblico, ma per non travalicare il suo potere giurisdizionale, può dare rilievo alla non adeguatezza delle scelte dei pubblici amministratori solo quando ci sia assoluta e incontrovertibile estraneità dei mezzi rispetto ai fini. E non è questo il caso di Forte dei Marmi».
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