La manifestazione
Il restauro della chiesa e la bufala della moschea
QUERCETA. Si sa, le false notizie vanno di bocca in bocca a gran velocità. Perché rivestono un'interesse molto particolare, dato dal fatto di essere molto spesso inverosimili. E una cosa del genere è...
QUERCETA. Si sa, le false notizie vanno di bocca in bocca a gran velocità. Perché rivestono un'interesse molto particolare, dato dal fatto di essere molto spesso inverosimili. E una cosa del genere è successa sul restauro dell’oratorio San Jacopo, a Valventosa, dove si è arrivati a credere - e a spargere la voce - che fosse stata trasformata in una moschea per la preghiera dei musulmani. A raccontarlo è stato, ieri, il sindaco di Seravezza Ettore Neri, durante l’inaugurazione del complesso residenziale appena restaurato a Valventosa. Che ha compreso, nel finanziamento di circa 3 milioni della Regione, il recupero dell’adiacente oratorio San Jacopo. «Qualcuno è arrivato a dirci se era vero che ci avevamo fatto una moschea per la preghiera dei musulmani. Mi dispiace non aver potuto farne di moschee durante i miei due mandati», risponde con un tono sarcastico il sindaco all’obiezione giunta via Fb o di persona. «In compenso - aggiunge - in questi anni ho recuperato 4 chiese, anche se siamo comunisti: quella vicino al Mediceo, la chiesa del Carmine, questa e stiamo per recuperare la chiesina del vecchio ospedale di Seravezza; poi ci dedicheremo alle moschee».
Ma la falsa notizia che è circolata non è casuale. Infatti il nuovo complesso di Valventosa accoglierà 12 famiglie. E circa 3 di queste non saranno di nazionalità italiana, anche se ovviamente residenti a Seravezza. Verranno assegnate in base all’ultima graduatoria stilata con bando pubblico. E data la presenza di queste famiglie - e forse anche di un po' di razzismo di qualche cittadino – più di una volta è scoppiata la polemica sull’assegnazione degli alloggi. E anche qui le notizie circolate sono state molto varie, e colorite. «Lascio un quartiere e spero che nasca una comunità, anche di famiglie di nazionalità diverse che si unisca a tutta la comunità di Seravezza. Alle famiglie – ha detto Neri all’inaugurazione - chiedo di aiutarci a valorizzarlo e mantenerlo in buono stato».
All’orazione di Neri e del progettista Massimo Ceragioli - che ha ricordato «che Valventosa era un borgo del lavoro del ferro, e aveva perso le sue funzioni originarie» - si è passati alla benedizione di Don Ermes che è stata molto originale. Sapendo di avere davanti anche persone di un'altra religione ha parlato di una “benedizione multireligiosa” e di un Dio universale e aperto ad ogni popolo: «Il significato della benedizione è che deve essere fedele alle nostre radici, intelligente e aperta a tutti gli altri, mai chiusa - ha spiegato Don Ermes - ma capace di rispettare, e amare, sapendo che valori sono universali e senza i quali nessuno riesce a vivere».
Tiziano Baldi Galleni
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