Sicurezza
I candidati a sindaco tutti contro Gaia
Primo confronto pubblico tra Forassiepi, Lari e Mallegni sulla questione tallio Al centro del dibattito le cause civili e lo stop al pagamento delle bollette
PIETRASANTA. Cause civili con il Comune parte lesa, no alla privatizzazione del servizio, stop al pagamento delle bollette dell’acqua, Asl, Gaia e Arpat sul banco degli accusati. Il confronto di ieri mattina mella sede della Croce Verde, fra i tre candidati a sindaco – Rossano Forassiepi, centrosinistra, Michele Lari, Movimento 5 Stelle e Massimo Mallegni, Pietrasanta prima di tutto – organizzato dai comitati cittadini sul tema tallio, accomuna nel pensiero e nei sentimenti di rivalsa i tre potenziali sindaci.
Cause. Con qualche distinguo, ovvio, perché se Lari rimarca, spesso, che «noi non siamo un partito e non abbiamo obblighi verso nessuno a differenza degli altri due – riferendosi a Mallegni e Forassiepi - e quindi andremo in Regione a sbattere i pugni sul tavolo per tutelare la nostra comunità, ma siamo pronti a chiamare in causa anche le amministrazioni passate e presenti», Forassiepi plaude invece al lavoro della maggioranza Lombardi che («ha ben operato nella fase dell’emergenza tallio, poi, ovviamente, tutto è perfettibile») aggiungendo che «se Gaia, Asl o chiunque altro saranno ritenuti responsabili dell’accaduto, li porteremo in tribunale». Lapidario anche Mallegni: «Non ravviso dolo nel comportamento di Lombardi&co, magari una tempistica non proprio sollecita nell’emettere ordinanze. Detto questo, se eletto sindaco, farò un esposto contro Gaia e Asl, viste le carte oggi in possesso, poi sarà la magistratura ad indagare».
Bollette. Il moderatore dell’incontro, Bruto Pomodoro, presidente del Comitato Tallio Pietrasanta, è poi entrato nel merito della proposta di Gaia sulle bollette che gli utenti di Valdicastello – dove il divieto di bere acqua è andato avanti per oltre 6 mesi – e centro storico – un mese e poco più di stop all’uso potabile – saranno comunque chiamati a pagare. «Una proposta che è una solenne presa di giro: ma come – afferma Lari – Gaia dà alla gente dell’acqua non salubre e poi, per rimediare, ipotizza di non fare pagare la bolletta per 6 mesi alla gente di Valdicastello e un mese a chi abita nel centro storico? Ma alla gente non devi fare uno sconto, devi dare risposte, altro che bollette da pagare. E se c'è contaminazione, inizi la Regione a pagare le cure dei pietrasantini». Mallegni fissa invece una tempistica di stop alle bollette: «Siccome è emerso che nel 2011 il tallio era già presente nell’organismo di pazienti dializzati residenti a Valdicastello, dico che Gaia non deve avere un euro dalle nostre bollette, proprio dal 2011. Altro che solidarietà al presidente dell’ente gestore, come fatto dai Comuni: amministratori e dirigenti della società vanno mandati a casa. Da sindaco aprirò subito un contenzioso sul fronte bollette». Forassiepi vede invece la proposta di Gaia «come un punto di partenza su cui discutere. Ai residenti del centro non puoi però dire, come fa Gaia, che sospendi il pagamento solo di un mese. Detto questo, siamo seri: l’emergenza tallio non ha precedenti né presupposti scientifici fondati: è una questione nuova su cui molto ci sarà da discutere».
Tempi. «Del tallio nelle sorgenti di Valdicastello siamo venuti a conoscenza nel 2014, ma già molto tempo prima - precisa Lari - e mi riferisco al 2009 e al 2011 era emersa la criticità nei fossi. Vanno ringraziati Università di Pisa e la dottoressa Emilia Bramanti del Cnr e non certo Comune, Asl, Arpat o Regione, se oggi è possibile affrontare questa problematica. Anche se la domanda è: per quanto tempo è stata bevuta acqua contaminata?».
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