Attenzione
Viareggio, in quattro a processo per l’albero killer
Pensionato morì schiacciato da un pioppo caduto a Città giardino: alla sbarra dirigenti e dipendenti del Comune di Viareggio
VIAREGGIO. Sarà un processo a stabilire la verità sulla tragedia di via Zara. E cioè se la morte di Bernardo Piccinelli, pensionato schiacciato da un pioppo caduto mentre lui stava passando in bicicletta, è stata una fatalità. Oppure se ci sono state responsabilità da parte del Comune di Viareggio sulla mancata manutenzione del verde, e in particolare di quella pianta. Proprio il Comune, infatti, è finito alla sbarra con quattro suoi funzionari - tra dirigenti e impiegati - rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Lucca.
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La vicenda. È il 19 ottobre del 2012: Bernardo Piccinelli, pensionato di 84 anni originario dell’Umbria - ma da anni residenti in città - è uscito di prima mattina in sella alla sua bicicletta per andare a fare funghi in pineta. Intorno alle 11 decide di tornare nella sua abitazione a Città giardino. E sta percorrendo la pista ciclabile che costeggia via Zara, quando un pioppo argentato alto 27 metri - che si trova sul perimetro esterno della pineta di Ponente - si schianta a terra. Rovinando sull’anziano ciclista. Per l’uomo non c’è nulla da fare: muore sul colpo.
Le indagini. Su questa tragedia la Procura della Repubblica di Lucca apre un’inchiesta, affidandola al pm Elena Leone. Nel registro degli indagati finiscono sei persone, tutte con l’accusa di omicidio colposo. Secondo una perizia chiesta dalla Procura a un professionista del settore, originario di Varese, l’albero era sofferente e a rischio crollo. Per questo motivo - si sottolinea nella perizia - avrebbe dovuto essere monitorato. In particolare, veniva sottolineata la criticità della posizione del pioppo, che era vicino alla pista ciclabile e a un fosso con acqua stagnante. Che potrebbe aver fatto marcire la base del tronco. Fatto sta che al termine dell’inchiesta, scattano la richieste di rinvio a giudizio della Procura.
A giudizio. Il gup del tribunale di Lucca ha deciso di mandare a processo i dirigenti del Comune Franco Allegretti (assistito dall’avvocato Ezio Menzione) e Riccardo Raffaelli (tutelato da Enrico Marzaduri) per i loro ruoli di responsabilità nei settori del verde pubblico e assetto del territorio. Con loro vanno al dibattimento anche i dipendenti - sempre nell’area verde pubblico - Marta Gentili (assistita da Emilio Soppelsa) e Luigi Gazzentini (tutelato da Filippo Tacchi). L’inizio del processo è previsto per il 5 giugno.
Prosciolti. Escono dal procedimento penale, invece, il giardiniere e tecnico comunale Mario Brillante e il funzionario Giovanni Mugnani. Per quanto riguarda le loro posizioni il giudice ha deciso per il non luogo a procedere.
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Le domande sul tavolo. Questa vicenda giudiziaria è molto importante per Viareggio, non solo per l’accertamento della verità su un fatto doloroso. Da anni in città si discute sulla manutenzione del verde pubblico, ed è chiaro che la morte di Piccinelli - avvenuta nel pieno di un dibattito sulla stabilità delle piante - destò sconcerto. L’elemento chiave, da questo punto di vista, è la prevedibilità di un evento del genere. È possibile sapere se un albero è a rischio imminente di caduta, e se questo comporta un pericolo immediato per le persone che transitano in zona? È possibile, insomma, prevedere un episodio simile ed evitare che possa causare tragedie come quelle di Piccinelli? Sono queste le domande a cui si dovrà rispondere in un dibattimento che non mancherà di suscitare interesse. Anche alla luce dei disastri causati di recente dalla tempesta di vento.
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