Sicurezza
Nel Comune al crac c’è anche la tassa sulla beneficenza
I genitori dell’istituto Don Milani infuriati per il pagamento dei diritti di segreteria sulla lotteria organizzata dalla scuola
VIAREGGIO. Non è una novità: da quando sulla scuola continuano a piovere tagli anno dopo anno sono spesso le famiglie, con buona volontà e spirito di servizio, ad allearsi con maestre, prof e dirigenti per tirare avanti. Lo fanno da tempo, ad esempio, i genitori dei bambini e dei ragazzi che frequentano l'istituto comprensivo Don Milani al Varignano. Che anche quest'anno, il terzo consecutivo, avevano intenzione di dare vita a una lotteria. Lo scopo? Raccogliere fondi per consentire alla scuola di comprare materiali indispensabili allo svolgimento delle attività a scuola. La scure del dissesto finanziario del Comune, che già ha pesantemente colpito il mondo della scuola (l'aumento delle mense, degli scuolabus e delle rette degli asili per non parlare della mancanza di risorse per interventi sugli edifici scolastici), sembra però non risparmiare neppure le iniziative di solidarietà.
Vuoi fare una lotteria per la scuola? Paga. Questo il messaggio che è arrivato al Comitato genitori dell'istituto comprensivo. Che ha scritto una lettera aperta al commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo. «Per il terzo anno volevamo organizzare una lotteria per raccogliere fondi da destinare a iniziative o acquisti concordati con l'Istituto Comprensivo cui fa riferimento il nostro Comitato Genitori, fondi che Comune e Stato non riescono a concedere - si legge nella lettera firmata da uno dei rappresentanti del Comitato, Nicola Servolini - il Suap quest'anno ci impone 65 euro per diritti di segreteria: per ovvi motivi che a noi fanno apparire inopportuna questa “tassa sulla beneficenza”, abbiamo chiesto a lei, commissario Romeo, una delibera per l'esonero della spesa, motivando la nostra attività a favore del benessere degli alunni.Ci aspettavamo un confronto maturo, una soluzione ragionata - continua la lettera - non certamente una telefonata del subcommissario che, dopo averci ricordato lo stato di dissesto, forse nell'intento di favorirci-rendere le cose più semplici, ha consigliato una soluzione all'italiana: “Perché non la fate alla buona?”. Noi rifuggiamo da questo modello di atteggiamento, da cui, probabilmente, deriva anche l'attuale situazione. Perché non si possono rispettare le procedure, adeguandole (per giusta causa) in talune occasioni? Abbiamo sollecitato perché fosse approfondita la nostra esigenza. La definitiva risposta è stata la mera applicazione di una delibera che prevede la gratuità solo per onlus e la chiesa. Il direttore del Suap ha deciso che occorre attenersi ad essa e procedere tassativamente in nome della legge. Abbiamo voluto comunque incontrarci con lui: a suo merito andrebbe una proposta di revisione dei soggetti esenti presentata a lei, commissario. Ci piace la verità e quindi abbiamo chiesto al subcommissario perché non sia stata recepita questa ipotesi. La risposta è duplice: il regolamento è questo, eventuale modifica spetta alla prossima Giunta. Le interessa sapere quali sensazioni proviamo di fronte a questa rigidità, alla mancanza di un dialogo efficace e immediato? Ritiene che la scuola e i soggetti ad essa finalizzati non possano essere considerati, hic et nunc, senza scopo di lucro? L'impressione è che alla scuola non venga riconosciuta la sua funzione educativa e anche riabilitativa al punto da negarle l’uso della piscina, privarla del servizio scuolabus, ignorarne le necessità di arredi che proprio l'ente comunale dovrebbe garantire. Nell'impossibilità di avere con lei un colloquio diretto, da qui le chiediamo quale ricostruzione sta attuando nel rapporto fiduciario tra famiglie-genitori-cittadini e l'istituzione che rappresenta. Perché, se in generale l'elevazione ai massimi valori delle tariffe delle aliquote d'imposta e la netta percezione di una disattenzione ai bisogni delle future generazioni possono minare il contratto di civile rispetto per l'autorità locale, anche nel particolare, per una semplice delibera negata, si percepisce un disimpegno della sua struttura, senza voglia di risolvere adesso, ragionando. Ci svela qual è il costo dell'operazione commissariamento per la nostra comunità? E che cosa si sta facendo per individuare le responsabilità di ciò che è accaduto negli anni? I genitori, i ragazzi, le famiglie viareggine hanno pieno diritto di sapere».
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