Il Tirreno

Versilia

Passeggiata: Sos per il caro-affitti

di Donatella Francesconi
Passeggiata: Sos per il caro-affitti

Lettera a tutti i candidati a sindaco: alleatevi con chi investe e dà lavoro anziché aiutare chi sfrutta e si arricchisce

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VIAREGGIO. Concessionari che tornano a gestire in proprio le attività (gli esempi di “New York” e “Caffé 22”), altri che decidono di investire altrove sulle attività storiche di famiglia, ma non in Passeggiata a Viareggio (il caso del negozio “Martini”), ed altri ancora che tentano fino all’ultimo di proporre rincari degli affitti per poi doversi arrendere a cifre più basse dell’affittuario mandato via. È lo stato della Passeggiata, oggi che salotto buono non lo è più da tempo. Tra degrado che neppure i rattoppi dei lavori già vecchi hanno sanato ed i troppi “buchi” della attività commerciali che gettano la spugna, tra crisi ed affitti insostenibili. Affitti riscossi su beni che insistono sul demanio comunale, con cifre che moltiplicano alle stelle quanto il concessionario paga al Comune. Un esempio per tutti, quello del Gran Caffé Margherita: 92.217 euro quanto versato nelle casse dell’Ente pubblico, a fronte di trecentomila euro di affitto richiesti (cifra di qualche anno fa). «Attenzione, però - ammonisce Mauro Ciampa, il re delle crepes in Passeggiata - ad arrivare alla conclusione che la soluzione sia aumentare i canoni delle concessioni comunali. Perché questo non farebbe che ritorcersi contro gli affittuari, con aumenti caricati in automatico». Affittuari che - ricorda Ciampa - sono 138 sul totale di 161 attività della Passeggiata «le quali occupano circa 1.200 addetti», più quelli dell’indotto. Una fabbrica, insomma, e nemmeno piccola.

La soluzione - è il ragionamento degli affittuari - è quella di tornare alle regole che permisero la l nascita della Passeggiata e della sua gloriosa storia: «Fu una semplice ma formidabile intuizione - si legge nella lettera che Ciampa, riferimento dei non concessionari, sta consegnando a tutti i candidati a sindaco -: la città concede a te di costruire un fondo commerciale, nel tratto più importante e potenziale del commercio e del turismo, a patto che tu stesso ci lavori con eventuali collaboratori. In cambio verserai alla città un canone “simbolico” per l’occupazione del suo pubblico. Quella Passeggiata, nata su queste regole, ha dato vita ad una delle mete turistiche più ammirate da italiani e stranieri. E quella stessa Passeggiata ha garantito lavoro e ricchezza alla città per molti decenni». Poi, però, «qualcuno ha cambiato le regole. Ed il concessionario ha potuto vendere l’attività, mantenendo il ruolo di concessionario, pretendendo affitti sempre più altri». Affitti che arrivano a superare «anche di otto volte l’importo del canone di concessione». Oggi che sono ventitre realtà commerciali sono gestite dagli stesi concessionari, gli affittuari tornano a lanciare un Sos ignorato da anni, amministrazione dopo amministrazione: «Se non riparte la Passeggiata non riparte Viareggio».

All’attenzione della politica c’è una richiesta che pretende ascolto: «Alleatevi con chi investe nel lavoro e dà lavoro a migliaia di addetti, anziché aiutare chi sfrutta e si arricchisce grazie alla rendita di posizione». Perché solo così «si recuperano risorse per la città». Contando anche sul fatto che se le regole cambieranno, i commercianti potranno finalmente investire nelle attività, molte delle quali proseguono l’esistenza in deroga rispetto alle normative, non avendo in alcuni casi neppure i servizi igienici per il personale. Ma rivedere gli spazi, abbellire, rimodernare, arredare sono tutte attività che metti in campo, oggi più che mai, se sai di avere un futuro. Difficile ma futuro. E non è questa, oggi, la condizione della Passeggiata.

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