Il Tirreno

Versilia

Muore a trentadue anni stroncato da una malattia

Muore a trentadue anni stroncato da una malattia

Lutto per la scomparsa di Diego Apolloni, lavorava alla Campolonghi di Querceta da due anni combatteva contro il male che non gli ha lasciato scampo

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PIETRASANTA. Ha lottato con tutte le sue forze contro quel male che due notti fa lo ha strappato all'affetto dei suoi cari, Diego Apolloni scomparso a soli 32 anni. Ha lottato pur sapendo, fin dall'inizio, che sarebbe stata una battaglia durissima, quasi impari e che quel male, subdolo e aggressivo, lo avrebbe giorno dopo giorno annientato nel fisico e nella mente. Ma Diego, pietrasantino, residente a Ponte Stazzemese era, come detto, un ragazzo forte, coraggioso, voglioso di condividere il suo quotidiano con la moglie Francesca, con i genitori Enrica e Daniele, con gli amici per poi continuare ad andare a pesca, una passione mai venuta meno anche nei giorni, durissimi, della malattia. Quando, poco più di due anni fa gli diagnosticarono la presenza di quel nemico oscuro e inesorabile, Diego comprese subito la necessità di affrontare quello stesso nemico a viso aperto, senza perdere tempo: da qui la decisione di lasciare forzatamente il posto di lavoro - alla Campolonghi di Querceta dove nella giornata di ieri lo scoramento e lo sconforto era fortissimo fra i suoi colleghi - e di cominciare immediatamente le terapie necessarie. Un percorso intriso di paure e speranze, momenti difficili e squarci di luce: un saliscendi di sensazioni, di dubbi e certezze vaghe. Diego ci ha provato, non si è mai arreso, ha sempre guardato oltre, con fiducia mista a scoramento, insieme alla moglie Francesca, al babbo e alla mamma, agli amici che gli sono stati vicini. «Era un ragazzo sportivo, uno che sapeva farsi volere bene. Era soprattutto un buono e aveva tanta voglia di vivere. Morire a 32 anni, cosa puoi dire? Non ci sono parole, ma solo tanta disperazione. Non resta che un abbraccio ai suoi cari e al nostro Diego» ci confida, con un filo di voce, un amico. Ma del resto le parole fanno cumulo, in questi casi: chi conosceva Diego Apolloni oggi si appropria del suo ricordo, portandoselo con sè per sempre. Il resto è rabbia, smarrimento, l'incapacità di accettare una morte così prematura e ingiusta, se mai c'è giustizia nella morte. Saranno in tanti, questo pomeriggio, alle 16, in Duomo, a salutare per l'ultima volta Diego Apolloni. Saranno in tanti a stringersi intorno ai suoi familiari e a ricordare un ragazzo capace di affrontare il male con il coraggio e con quella voglia di vivere che lascia in eredità a tutti coloro che gli hanno voluto bene.(l.b.)

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