Il Tirreno

Versilia

I difensori di Fs: non è stata una strage

Scontro durante la testimonianza di Stefano Baccelli, presidente della Provincia di Lucca

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VIAREGGIO. «Non è una strage, è un incidente ferroviario»: torna nell’aula del Polo fieristico la precisazione che stride come il gesso sulla lavagna. A riproporla è l’avvocato Gaetano Scalise, difensore della “squadra” di Ferrovie, nel botta e risposta che ha segnato la testimonianza di Stefano Baccelli, presidente della Provincia di Lucca, da sempre al fianco dei familiari delle vittime, senza sconti e senza risparmiarsi. Ma non è stata questa l’unica tensione della ripresa pomeridiana del’utenza di ieri. «Che la ferita sia ancora aperta è di tutta evidenza: ogni 29 giugno sono migliaia le persone che fanno un percorso doloroso di memoria. D’altra parte - continua Baccelli - questa è l’unica strage avvenuta sul territorio della nostra provincia negli ultimi settant'anni. Certo non ci sono responsabilità nazifasciste in questo caso...». Dai banchi dei difensori degli imputati (Fs e le sue aziende, Gatx, Cima riparazioni, Officina Jungenthal) si alza l’avvocato Francesco Ruggeri Laderchi. Chiedendo al presidente Boragine di far moderare le affermazioni «perché le ricordo che qui ci sono anche imputati tedeschi...».

La ferita, insomma, non solo è aperta ma è a tutt’oggi pulsante: «Se la mia testimonianza in aula - ci tiene a ribadire Baccelli a fine testimonianza - doveva essere solo il conto dei danni, allora per questo era sufficiente un dirigente o un funzionario dell’Ente con il quadro delle spese in mano. Qualcuno pensa davvero di sostenere che io, in questi cinque anni, non dovessi occuparmi di sicurezza ferroviaria?».

Le parole sono per i difensori degli imputati, ma anche per il presidente Boragine che al presidente Baccelli stringe i confini della testimonianza: «La invitiamo per l'ultima volta ad attenersi nelle risposte alle domande poste».

Quello che è accaduto a Viareggio cinque anni fa è di difficile contenimento, però. Perché è impossibile non tenere che possa accadere di nuovo: «Vorrei solo che il trasporto di merci pericolose non causassero trentadue vittime», insiste Stefano Baccelli nel rivendicare con forza il ruolo che Palazzo Ducale ha sostenuto in questi lunghi, infiniti anni. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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