Sicurezza
Olivi, lecci e castagni al posto dei pini abbattuti dal vento
Il Comune mette mano al nuovo regolamento sul verde dopo la tempesta di vento dello scorso 5 marzo
CAMAIORE. Sono pini, prevalentemente pini, gli alberi vittime della tempesta di vento dello scorso 5 marzo.
Soprattutto pini non potati a dovere. Ma vista la violenza del vento anche quelli più sani e curati.
E sono anche gli alberi che hanno fatto più danni alle case e alle imprese. Ecco perché pensare di ripiantarli dopo l’uragano di poco più di un mese fa è, per molti, una scelta quanto meno azzardata.
Non rimetterli al loro posto rischia di stravolgere il paesaggio? Mutare per sempre l’immagine della Versilia? Il rischio c’è. Ma è anche vero che non si tratta di piante autoctone, tipiche di questi luoghi. Non solo gli alberi della tradizione. Non a Camaiore, ad esempio, che ha già messo mano – ed è tra i primi a farlo dopo la tempesta – a un nuovo regolamento sul verde.
Il sindaco, Alessandro Del Dotto, ha portato in commissione ambiente alcune proposte di modifica. La commissione ha cominciato a discuterne per arrivare, atti e certificazioni di esperti alla mano, alla definizione di nuove regole entro maggio 8occorre ancora un passaggio in commissione e poi il voto in cosniglio comunale). Il tutto per agevolare il più possibile i cittadini che dopo aver ripulito giardini e terreni di proprietà vogliono ripiantare gli alberi abbattuti dalla furia del vento.
Le indicazioni del Comune sono chiare: limitare, al massimo, alberature pericolose. «Come i pini e gli abeti – dice il sindaco Del Dotto – favorendo invece la piantumazione di olivi, lecci e castagni più tipici del nostro territorio e più resistenti».
Il lavoro della commissione ambiente, presieduta dalla consigliera comunale del Pd Sara Pescaglini, è già a buon punto. Il regolamento non imporrà, come comprensibile, il divieto di piantare pini – anche perché sul punto anche in seno alla commissione si è aperto un dibattito tra favorevoli e contrari – ma tendenzialmente suggerirà la sostituzione di piante pericolose con alberature più stabili e di minore altezza.
Non solo: «Stiamo lavorando a una semplificazione della normativa – spiega Pescaglini – in considerazione del fatto che fino ad oggi l’iter burocratico per autorizzare il taglio di un albero, anche nel caso in cui fosse pericolante, era lungo e difficoltoso per il cittadino».
Il Comune poi verrà incontro ai cittadini anche in un altro modo: la revisione della norma sulla circonferenza degli alberi. «Il regolamento stabiliva che per rimettere nuovamente un albero al posto di una pianta caduta era necessario prevedere una circonferenza minima adeguata – spiega Pescaglini – ma comprare un albero già grande per il cittadino comporta una spesa elevata: lavoreremo anche su questa norma per evitare costi eccessivi».
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