Proteste
Mauro, la droga e l’aiuto che non c’è
La storia di un giovane respinto dalle associazioni di volontariato
PIETRASANTA. Mauro, nome di fantasia, ha precedenti per uso di sostanze stupefacenti. Negli anni ha gettato via la sua vita: un tribunale, presto, sarà chiamato a giudicarlo in un processo, ma una legge di recente introduzione, consente a chi è in attesa di giudizio, come in questo contesto di imputazione, una “messa in prova”. In poche parole la possibilità di un reinserimento attraverso un servizio da volontario, non retribuito, in una delle diverse associazioni indicate dal tribunale.
Mauro comincia a darsi da fare, contatta, si presenta, spiega, ovviamente entra nel dettaglio delle sue problematiche, dell'aspettativa legata alla “messa in prova”. Ma i riscontri non sono quelli sperati.
«Si è sentito dire no da tutti. Con diverse motivazioni, ma nella sostanza è stato respinto dalle diverse associazioni - spiega Nando Melillo referente del Pca - con cui si è messo in contatto. Possibile mai che in un momento in cui c'è un grande bisogno di forze umane, in ogni settore, viene rifiutata la collaborazione e l'opera di un volontario? A noi ci sembra fatto alquanto singolare. A Mauro viene così negata una possibilità, per altro prevista dalla legge, che è quella di reinserirsi attenendosi a regole molto scrupolose. Perchè il suo comportamento, il suo agire all'interno dell'associazione, le sue risposte alle diverse sollecitazioni sarebbero sottoposte al vaglio del tribunale con una relazione finale che, dopo un certo periodo di tempo, sancirebbe, o meno, il suo reinserimento nella società. Evitandogli, in questo modo, il carcere opzione, oggi, invece, molto probabile, perchè nessuno consente a Mauro, come detto, la ' messa in prova'» precisa Melillo. Che aggiunge: «La verità è che anche gli Enti ed i Comuni in particolare dovrebbero trovare il modo per accogliere queste persone che cercano di reinserirsi: nel nostro territorio, ad esempio, c'è la necessità di manodopera, di persone che siano chiamate ad impegnarsi per gli altri. Ma a Pietrasanta, come altrove, si fanno tante chiacchiere, si sbandiera il vessillo della solidarietà poi, nei fatti, si preferisce che delle problematiche conseguenti all'abuso di sostanze stupefacenti se ne faccia carico l'Asl. Cosa ne pensano i candidati a sindaco di queste emergenze sociali? Perchè non ci confrontiamo sull'argomento? Come Pca seguiamo circa 200 persone con dipendenze dalla droga e lo facciamo nonostante la riduzione di stanziamenti di contributi da parte degli stessi Enti - siamo ancora in attesa degli stanziamenti promessi - ed un orario di apertura ridotto che inevitabilmente crea disagio pesante all'utente. Ma c'è un ' sommerso', con tanti versiliesi dediti a cocaina ed alcol, su cui una riflessione è doverosa per un aspetto che va affrontato e non è più rinviabile. Il caso di Mauro è però la conferma - sottolinea Melillo - che c'è molto da fare per garantire una possibilità di reinserimento a chi ha avuto problemi nella vita e che vuole provare a ricominciare».
Luca Basile
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