Il Tirreno

Versilia

Il commissario: un obbligo liquidare la Patrimonio

di Donatella Francesconi
Il commissario: un obbligo liquidare la Patrimonio

Ieri l’assemblea della società e l’insediamento dei professionisti Toscano e Cecconi che avranno il compito di portare a termine la procedura

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VIAREGGIO. La messa in liquidazione è stata formalizzata il 18 febbraio scorso, e ieri l’assemblea della Viareggio Patrimonio ha visto l’ufficializzazione della nomina dei liquidatori indicati dal socio unico, il Comune. I due professionisti scelti sono - come scritto nei giorni scorsi - l’avvocato Giuseppe Toscano ed il ragioniere Luca Cecconi. Il commissario prefettizio Valerio massimo Romeo ha colto l’occasione per spiegare cosa l’abbia guidato nella scelta della messa in liquidazione della società interamente pubblica: «La liquidazione si è resa necessaria ed urgente sia in relazione alle valutazioni espresse in sede assembleare dall'amministratore unico Gianluca Ruglioni, sia dalle diverse sollecitazioni effettuate negli ultimi tre anni anche dal Collegio sindacale della società». Ruglioni è stato chiaro: mancano i requisiti della continuità aziendale «e le relazioni dell'organo di controllo già dal 2012 avevano rappresentato l'esigenza di procedere a tale atto».

La nomina dei due liquidatori - spiega ancora Romeo - «nasce da una valutazione congiunta circa l'esigenza di procedere ad una totale riconsiderazione delle attività della Viareggio Patrimonio, atteso lo stato di illiquidità su cui versa la società, non più sostenibile, nè con le risorse proprie della società nè con gli interventi da parte del Comune». Si è molto discusso - nei mesi tra la dichiarazione del dissesto e l’insediamento del commissario - ricorda Romeo -«circa l'opportunità di rimandare alla prossima amministrazione la scelta sulla procedura oggi seguita». La politica - così si va ripetendo da mesi - avrebbe poteri taumaturgici, arrivando anche “là dove i conti non arrivano”. Ma Romeo parla chiaro: «La messa in liquidazione della società si è resa necessaria nel rispetto della legge, che - sia chiaro una volta per tutte - deve guidare le scelte di un oculato amministratore locale. Va evidenziato, infatti, che qualora non avesse provveduto il commissario straordinario alla liquidazione, sia l'amministratore che il Collegio sindacale avrebbero adito alle procedure previste dall'articolo 2485 del codice civile, chiedendo la messa in liquidazione della società, al Tribunale di Firenze che avrebbe provveduto alla nomina di un liquidatore giudiziale».

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