Il Tirreno

Versilia

Blitz dei vigili al negozio Martini

di CORRADO BENZIO
Blitz dei vigili al negozio Martini

Bloccato un furgone che stava portando via del mobilio. Resta il mistero sul futuro della boutique

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di CORRADO BENZIO

Alle 11 di ieri mattina sono arrivati i vigili urbani, con due pattuglie guidate da un maggiore. Hanno controllato il furgone bianco e quello che conteneva. Dalle foto scattate dal nostro fotografo si evince che dentro il cassone c’erano pezzi di mobilio. Tirati fuori dal negozio di confezioni Martini.

Il succo della notizia dei controlli dei vigili sta tutto qui. Cosa è stato portato via dallo chalet a fianco del Margherita?

La polizia municipale ha fatto i suoi controlli e dopo ben più di una mezz’ora se ne sono andati. A richiesta di cosa contestassero al furgone e ai due addetti, non hanno dato risposta. C’è un verbale redatto dai vigili, ma si ignora cosa ha scritto la Municipale.

Tutto normale se non fosse che il fatto è avvenuto sul retro del negozio di abbigliamento Martini. La storica boutique al centro di una polemica forte in questi giorni.

Chiusa l’attività che servì anche Giacomo Puccini, Martini diventerà un banale negozio di scarpe della catena Aw Lab. La stessa catena che era subentrata nella Galleria del Libro a Graziella Pasquinucci. Fu lei nel 1973 a commissionare a Gae Aulenti l’arredamento che in una mattinata la catena Aw Lab ha smantellato. Nel silenzio totale di tutti, compresi gli stessi Lions che hanno pagato il cartello che segnala la presenza dell’arredamento firmato dalla più grande architetta italiana del Novecento.

Aw Lab ci sta riprovando con Martini. E al momento sembra esserci riuscita. La famiglia Petri, titolare della concessione, da quando è scoppiata la polemica, non è mai intervenuta. Seppure più volte da noi interpellata per capire se il comunicato emesso a novembre che annunciava i lavori e poi la riapertura sotto la stessa ragione sociale avesse un qualche fondo di verità.

Della Soprintendenza non si hanno notizie. Il negozio risale al 1899 ed è l’unico superstite dell’incendio che nel 1917 distrusse la Passeggiata di legno.

Sembra che i titolari della concessione abbiano incontrato, dopo le prime polemiche e accuse uscite sul Tirreno, il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo. Se fosse vero, è difficile capirne il motivo. Intanto il comitato Pro Passeggiata ha ribadito più volte la necessità di salvaguardare il negozio nella sua interezza.

In Comune a Viareggio, del resto, si guarda a stupidaggini sulle facciate di anonime case degli anni Trenta, ma ci si dimentica di salvaguardare un gioiello il cui soffitto è stato dipinto da Tito Chini. Della celebre famiglia di artisti che vanta come massimo esponente Galileo, autore del caffè Margherita.

I vicini del locali sostengono che il misfatto sarebbe avvenuto domenica, quando si lavorava al negozio. Di certo a questo punto per chiudere la polemica basterebbe una comunicazione della famiglia, che ha recentemente riaperto il negozio di Lucca. Abbiamo cercato più volte anche il legale di famiglia ma senza avere risposte. Oppure potrebbe tranquillizzare i viareggini un semplice comunicato della Soprintendenza di Lucca. La stessa città dove ha sede la ditta Martini.

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