Il Tirreno

Versilia

«Non voglio incarichi Mi riposo e torno dai miei bambini»

di Luca Basile
«Non voglio incarichi Mi riposo e torno dai miei bambini»

Domenico Lombardi traccia un bilancio dei suoi 5 anni e punzecchia amici ed alleati: «In alcuni non c’è stata lealtà»

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PIETRASANTA. Il 13 aprile del 2010 sancì, per Domenico Lombardi l’ingresso come Sindaco, dalla porta principale in municipio: 5 anni dopo lo stesso Lombardi pensa al domani prossimo «che mi vedrà tornare dai miei piccoli pazienti» evitando di prendere in considerazione futuri ruoli istituzionali.

Presidente della Versiliana o del Centro Arti Visive in caso di successo di Forassiepi?

«Nessuno me lo ha chiesto e comunque le mie priorità sono altre: riposare un periodo e ritornare a fare quello che portavo avanti prima di diventare sindaco. Alla politica e alla città, ho dato tutto me stesso. Può bastare».

Smaltita l’amarezza per avere dovuto rinunciare a correre per un secondo mandato?

«Ho fatto un passo indietro per l’unità della coalizione: mi sarebbe piaciuto proseguire, partecipare alle elezioni del 31 maggio, ma ho dimostrato di non essere uno attaccato alla poltrona e di privilegiare l’interesse generale e non le ambizioni personali. Un po’ di amarezza resta, ma oggi sono più sereno perché in Forassiepi vedo la continuità di un certo percorso. Non ho il culto della personalità, come altri personaggi della politica, cittadina e non».

In diverse occasioni ha sottolineato di essere rimasto spiazzato di fronte alla slealtà di alcuni alleati: perché?

«Per il sottoscritto la lealtà, l’onesta ed il rispetto per il prossimo sono tutto. E invece, in alcune fasi del mio mandato ho percepito poca lealtà da persone appartenenti alla mia stessa idea politica. Analogo comportamento l’ho però riscontrato anche in alcuni funzionari comunali e cittadini: parliamo, però, veramente di una minoranza di persone a cui darò risposta a tempo debito. Del resto sono uno che non dimentica: nel bene e nel male».

Come sono stati questi 5 anni?

«Più complicati del previsto, senza dubbio. E motivo di preoccupazione, amarezza , ma anche grande soddisfazione. Gli obiettivi che mi ero prefisso li ho raggiunti tutti, grazie anche e soprattutto alla Giunta e ai miei collaboratori: vincere le elezioni, ringiovanire la classe dirigente, riportare un clima di serenità. Prima – ogni riferimento alla decade Mallegni è voluto, ndr – c’era paura anche ad esprimere un semplice parere: oggi non è così. Non bisogna avere timore di dire ciò che si pensa, sempre nel rispetto degli altri».

Gli atti più caratterizzanti del mandato?

«Direi l’approvazione del regolamento urbanistico, il ruolo prioritario e centrale della cultura, la chiusura dell’inceneritore, il risanamento del bilancio, l’aumento degli impegni economici per il sociale, la risposta alle emergenza ambientali: frane, divieti di balneazione, emergenza tallio, la tempesta del 5 marzo. Non ci siamo fatti mancare niente ma la risposta, pur nella gravità delle situazione c’è stata e continuerà ad esserci. E ancora il mantenimento degli indirizzi scolastici, la gestione pubblica delle mense, i bilanci, positivi, della società partecipate».

Cosa si rimprovera?

«Potevo gestire meglio i rapporti con i partiti della coalizione, lavorare alla deleghe dei consiglieri, stare di più fra la gente, ma ho preferito lavorare, ogni giorno, nel mio ufficio per la città. Non sono il politico da ‘ pacca sulle spalle’: preferisco la riservatezza ed ascoltare gli altri. Ed amo profondamente Pietrasanta. E la sua gente».

Cosa si porterà a casa?

«Una lapide che mi era stata dedicata da alcuni genitori preoccupati per la ventilata chiusura di una scuola. Ma, come ho detto, le scuole sono, numericamente, quelle di 5 anni fa. Così come non ho cancellato il carnevale o fatto realizzare una Moschea come sosteneva il centro-destra».

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