Sicurezza
Lecciona, spiaggia senza bagnini Lettera al presidente Rossi
VIAREGGIO. Visto che ci stiamo avvicinando verso la stagione estiva e con la situazione di dissesto economico del Comune i rischi che non ci sia la sorveglianza sulla spiaggia libera della Lecciona...
VIAREGGIO. Visto che ci stiamo avvicinando verso la stagione estiva e con la situazione di dissesto economico del Comune i rischi che non ci sia la sorveglianza sulla spiaggia libera della Lecciona possono essere concreti. Ed allora l’associazione assistenti bagnanti Italia ha scritto al presidente della Regione, Enrico Rossi per garantire la sorveglianza. I bagnini che hanno prestato servizio la stagione 2014 devono ancora riscuotere il saldo delle loro spettanze, tanto per rendere chiara la situazione. «La Lecciona è l’area di spiaggia libera più vasta, tre chilometri nella costa versiliese. E’ una spiaggia che viene densamente vissuta da turisti italiani e stranieri, sia per la sua bellezza, che per la sua gratuità – dicono i bagnini - nell’area retrostante si trovano circa una decina fra campeggi ed hotels. Nell’ultima decade il Comune è riuscito ad assicurare un servizio base di sorveglianza, grazie ad un contributo regionale. Negli ultimi dieci anni si sono verificati cinque annegamenti e senza il generoso aiuto dei bagnini che sorvegliano quella zona il bilancio sarebbe stato nettamente più drammatico. L’anno scorso si sono registrati tredici interventi di salvataggio e un infinito numero di azioni preventive. Chiediamo che la Regione intervenga con decisione per garantire la sicurezza dei bagnanti anche per la stagione estiva 2015».
Più volte è stato evidenziata la conformazione dei fondali in quel tratto di spiaggia libera da parte dei bagnini che nel corso degli anni hanno voluto soffermarsi sulla pericolosità anche per le correnti che sono presenti. La Capitaneria di Porto, ha sempre fatto presente la necessità della presenza di bagnini alla Lecciona, che hanno vigilato con estrema professionalità garantendo la sicurezza dei bagnanti presenti, fra l’altro molti dei quali sono stranieri. Auguriamoci che questo appello lanciato con alcuni mesi di anticipo non cada nel vuoto.
Roy Lepore
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