Sicurezza
I volontari ambientali vogliono gestire l’Antro
STAZZEMA. C’è chi ha un’idea di turismo, sulle Alpi Apuane, come di un unico sistema integrato, che faccia di queste bellezze naturali un’attrazione nel suo complesso. E l’Antro del Corchia deve...
STAZZEMA. C’è chi ha un’idea di turismo, sulle Alpi Apuane, come di un unico sistema integrato, che faccia di queste bellezze naturali un’attrazione nel suo complesso. E l’Antro del Corchia deve esserne uno dei punti di forza. Ecco perché gli ambientalisti di Salviamo le Apuane si proporranno per prendere in gestione la Grotta turistica che si trova sopra il paese di Levigliani sul monte Corchia. Come avevamo scritto qualche giorno fa, il comune di Stazzema ha infatti deciso di scogliere la società pubblica che gestisce l’Antro (formata da Comune di Stazzema, Forte dei Marmi, e Parco Apuane). Che da anni affida di fatto la gestione alla Cooperativa Sviluppo e Futuro di Levigliani. Cosa succederà dopo la chiusura della società non si sa, fatto sta che però entrerà un nuovo soggetto, che con tutta probabilità non sarà pubblico. «Dipende da come Stazzema deciderà di muoversi – ci spiega Fabio Baroni del movimento Salviamo le Apuane. Se verrà aperto un bando di gara pubblico noi sicuramente faremo una proposta per gestire l’Antro del Corchia. Vedremo in che forma: o un’associazione, o un altro soggetto che possa presentarsi al bando”. Infatti, Salviamo le Apuane come ci spiega Fabio Baroni è più un movimento ”culturale-politico”, un laboratorio di pensieri e di idee, “dove mettiamo a disposizione buona volontà a titolo gratuito”, dice. E non è la prima volta che il gruppo di Salviamo le Apuane – nato su Facebook – si mette a disposizione, fa una proposta, e si attiva nel concreto. Come a Fornovolasco dove è nata un’associazione che gestisce l’ostello Alpi Apuane e Centro Didattico. O a Ugliancaldo (dove “abbiamo attivato un progetto di sviluppo turistico agricolo-produttivo, e di valorizzazione della zona del Pizzo dell’Uccello dal punto di vista turistico e sportivo”, racconta Fabio Baroni.
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