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Versilia

Rapinò un’anziana in chiesa: arrestata

Rapinò un’anziana in chiesa: arrestata

La donna agì a Querceta insieme a due complici. Fu condannata a sei anni che non ha mai scontato

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QUERCETA. È una giornata di metà settembre 2009 quando una donna di 68 anni si ritrova derubata in chiesa, mentre è intenta a pregare, spintonata contro un muro e buttata a terra per aver inseguito le tre giovani nomadi che le hanno messo le mani nella borsa. La signora non si perde d’animo e, pur malconcia, urla con quanto fiato ha in gola ed i passanti avvertono le forze del’ordine che si mettono all’inseguimento delle tre giovani, fermandole alla stazione di Querceta, nascoste nei bagni degli uomini. Sotto un porta carta igienica c’è il portafoglio dell'anziana che riconosce subito le ragazze. Portate in commissariato, addosso ad una di loro vengono ritrovati i 160 euro proventi del furto. Per rapina impropria viene arrestata, insieme alle sue complici (una delle quali minorenne), Zorita Beganovic, 26 anni. Finita in manette sabato per un furto all’Esselunga di Cisanello (Pisa) ed arrestata per scontare la condanna a sei anni per la rapina, con aggressione, all’anziana di Querceta.

Il taccheggio al supermercato ha innescato i controlli nelle banche dati delle forze dell'ordine. E quando i carabinieri hanno avuto il riscontro sull'identità della donna attraverso le impronte digitali hanno eseguito l'ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Lucca. Un verdetto mai eseguito e nel quale Beganovic si è imbattuta dopo essere stata bloccata alle casse del centro commerciale di Cisanello per aver occultato merce non dichiarata al momento di pagare. La guardia giurata del supermercato ha notato movimenti sospetti da parte di tre donne, accompagnate da un bambino di nove anni, figlio dell’arrestata. Al momento di arrivare alla cassa per pagare, dalle telecamere di sicurezza il responsabile della vigilanza ha notato che solo una parte dei prodotti veniva messa sul nastro, mentre gli altri finivano sotto le vesti o dati al bambino che riusciva a occultarli sotto la felpa. Dopo aver pagato parte della merce e aver superato la linea delle casse, le tre sono state fermate dal personale della sicurezza che le ha invitate a recarsi nell'area degli uffici. Stando all'accusa, una delle tre ha detto al bambino di disfarsi della merce. Ordine subito eseguito con gli oggetti lasciati cadere a terra. Il direttore dell'Esselunga ha quindi chiamato i carabinieri. Dopo l’arresto della madre, il bambino è stato affidato alla zia. La sua situazione sarà segnalata al Tribunale dei minori e ai servizi sociali.

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di Redazione Massa