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L’emergenza abitativa costa e non si recuperano le morosità
VIAREGGIO. La gestione delle case dell’emergenza abitativa, acquistate o costruite con una parte della vendita dei diritti di superficie della Passeggiata e passate alla Viareggio Patrimonio,...
VIAREGGIO. La gestione delle case dell’emergenza abitativa, acquistate o costruite con una parte della vendita dei diritti di superficie della Passeggiata e passate alla Viareggio Patrimonio, incidono mediamente per circa 5.000 euro annue ogni unità immobiliare a carico del Comune. Quindi sessanta alloggi - scrivono i revisori dei conti dell’Ente pubblico - pesano per 320.000 euro». Una cifra che - continuano i revisori - «appare oggettivamente rilevante rispetto ai servizi ottenuti» e che comprende «la morosità degli assegnatari in assenza di alcuna prova, da parte della Viareggio Patrimonio, dell’esistenza e della infruttuosità dell’attività di recupero coattivo del credito vantato dalla stessa società verso l’assegnatario». Il Collegio dei revisori, dunque, «ravvisa la necessità di rinegoziare il corrispettivo della convenzione, oppure - stante la volontà di riorganizzare le attività della Viareggio Patrimonio sia in ipotesi di messa in liquidazione che non - di attribuire tale servizio al soggetto che già esercita istituzionalmente l’attività di gestione nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica (Erp Lucca)».
Quello delle morosità è un aspetto importante della gestione del patrimonio di abitazioni per l’emergenza abitativa, ma non è il solo. Il Comune di Viareggio si è infatti dotato di più di uno strumento per far fronte alla necessità di abitazioni per chi subiva sfratti o attendeva una casa popolare senza disporre di un tetto, per i più svariati motivi. La gestione del patrimonio messo insieme nel tempo è affidata ad un regolamento che prevede una permanenza di due anni più uno nelle casa a disposizione. Regolamento impossibile da applicare. La graduatoria per le case popolari è ferma, l’emergenza sfratti è diventata sempre più pressante con il dilagare della crisi economica che non ha risparmiato Viareggio rendendo sempre più sgonfio il salvagente del “mi metto in proprio” che per lunghi periodi ha salvato più di una situazione.
Far uscire chi è negli alloggi di emergenza abitativa significherebbe ritrovarsi con famiglie in strada. Ma l’altra faccia della medaglia è il pressing di chi dall’emergenza non riesce ad uscire con affitti che non riescono a scendere sotto i cinquecento euro al mese. Insomma, un gomitolo intricato che chiunque diventi sindaco a giugno dovrà affrontare senza avere un euro a disposizione. (d.f.)
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