Viareggio Porto: Ferragamo ha diritto ad essere pagato
Il commissario prefettizio Romeo ricorda l’altra “tegola” che pende sulla testa della società, avviata al fallimento, e del Comune che ne è socio unico
VIAREGGIO. «Ferragamo ha diritto di essere pagato»: il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo lo afferma senza ombra di dubbio. Già. Perché sulle complesse vicende della Viareggio Porto, la società del Comune che gestisce l’approdo turistico alla Madonnina ed alcuni ormeggi in Darsena, pesa anche la transazione che l’amministrazione dell’oggi ex sindaco Leonardo Betti ha chiuso con l’ex socio privato della società oggi interamente pubblica. Certo, la vicenda nasce ben prima che Betti diventi sindaco. La gara per la privatizzazione parziale della società (2007-2008) inciampa nella sentenza del Consiglio di Stato (2009) che dà ragione ad un gruppo concorrente della cordata che faceva capo a Ferragamo. La gara va rifatta, è la decisione dei giudici. L’amministrazione Lunardini non procede, stretta tra diversi pareri, compreso quello più “pesante” dell’Avvocatura del Comune che aveva partecipato alla commissione di gara, secondo cui si doveva ripartire dall’apertura delle due buste concorrenti e non iniziare il percorso da capo.
Quando si insedia il commissario prefettizio Domenico Mannino lascia in eredità una bozza di transazione con l’ormai ex socio privato. L’amministrazione Betti, appena entrata in carica, ne rivede l’onerosità per l’Ente pubblico e sigla la nuova transazione di fronte al notaio. Transazione che è comprensiva della restituzione dei dieci milioni delle azioni acquistate da Ferragamo, ricavando la cifra dalla vendita della società da realizzarsi «quanto prima».
Con il legale di Ferragamo - racconta Romeo - «ci siamo già sentiti». Il credito, oggi, è nelle mani dell’Organismo straordinario di liquidazione - spiega il commissario - esattamente come tutti gli altri: «Valuterà l’Osl se i dieci milioni entreranno nella massa creditizia, oppure se rispetto agli altri ha più valore l’atto transattivo».
Commissario e liquidatore (Eduardo Falzone) chiederanno, in sede di udienza fallimentare, un rinvio: «Che è a discrezione del giudice - ricorda Falzone - e deve essere motivato, altrimenti rischiamo penalmente». Per aver dilazionato la soluzione, arrecando ulteriore danno ai creditori. Una proposta sul tavolo c’è, ma l’incontro con i candidati a sindaco sulla partecipazione della Regione (e non del privato) non ha dato l’esito sperato. In coro, sei candidati su sette (Del Ghingaro era assente), hanno dichiarato che la partecipazione pubblica deve rimanere nelle mani del Comune, Pur riconoscendo che a decidere, in questo momento, non può che essere il commissario prefettizio al governo della città.
Il conto alla rovescia verso l’udienza del 21 aprile è già iniziato. Con la consapevolezza delle parole che Romeo ha voluto utilizzare ieri incontrando gli organi di informazione: «Il dissesto ricade sui cittadini. E non ci sono vie di fuga». Parole che sono la fotografia della realtà che chiunque sarà il sindaco eletto dai cittadini dovrà affrontare. Inevitabilmente, per quante belle speranze possa coltivare in campagna elettorale.
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