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Un seme dell’Altissimo all’Expo

Un seme dell’Altissimo all’Expo

È l’opera dell’artista Emilio Isgrò commissionata dal Henraux

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QUERCETA. L’oro bianco delle Alpi Apuane dominerà una delle piazze centrali dell’Esposizione universale di Milano. Sette metri di scultura monumentale, che rappresentano un seme d’arancia ingrandito un miliardo e cinquecento milioni di volte. È stato realizzato dall’artista Emilio Isgrò, con la collaborazione di Henraux Spa che ha anche donato il marmo proveniente dalle cave Cervaiole, e dal monte Altissimo. Da qui il nome dell’opera, “Il seme dell’Altissimo”. «Ho scelto questo seme perché è un simbolo forte del nostro Paese - ha detto Emilio Isgrò, artista concettuale e pittore conosciuto a livello internazionale. Contempla la Sicilia, terra di arance, e tutto il Mediterraneo, e io sono siciliano, terra dove nacque il primo seme della lingua che noi stiamo parlando». Il seme d'arancia gigante (peso 18 tonnellate) è stato realizzato con marmo statuario proveniente dal monte Altissimo, marmo Versilia della cava Cervaiole, e con alcuni intarsi di pietra di Cardoso. L’opera, compresa dal rivestimento della piazza, sarà installata nell’accesso principale di Expo al Gate Ovest. Si tratta di una zona privilegiata - fanno sapere dalla Fondazione Henraux - perché da lì passeranno milioni di visitatori. «La possibilità di avere il marmo di Seravezza all’Expo 2015 è per noi un'opportunità grande», ha commentato il sindaco di Seravezza, Ettore Neri. «Siamo soddisfatti, e accogliamo questa possibilità con grande emozione, coronando il lavoro svolto da anni» , commenta Neri. La scultura, successivamente alla sua esposizione all’Expo verrà donata dall’artista e da Henraux Spa alla città di Milano, dove sarà collocata permanentemente. «Il nostro fare impresa è fare cultura -ha spiegato Paolo Carli, amministratore delegato di Henraux Spa -. Il senso più alto del nostro lavoro è la ricerca delle espressioni creative maggiormente rispondenti al marmo, materiale scultoreo per eccellenza».

Durante la conferenza di ieri a Palazzo Mediceo, dove l’amministrazione di Seravezza, la Fondazione Henraux e l’artista Isgrò hanno reso noto questa partecipazione a Expo - (di cui Henraux Spa è anche sponsor ufficiale) più volte è stato sottolineato che il simbolo del seme ha due valenze. Da una parte si rifà al titolo di Expo 2015, il cui tema è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. E il seme rappresenta il principio primo di origine e sviluppo della natura, in termini potenziali, ma insito ha già le indicazioni per prendere vita. Dall’altro è proprio dall’Altissimo che, a Seravezza, è sbocciata la storia del marmo. Infine Emilio Isgrò ha raccontato com’è nata questa collaborazione con Henraux Spa. Quasi per caso, ha conosciuto Paolo Carli ad una fiera d’arte a Torino due anni fa, notando l’interesse di questo imprenditore per l’arte. Dopo aver ricevuto la commissione, titubante, gli ha fatto la proposta. E Carli non ha esitato. Isgrò l’ha raccontata come una grande emozione. «Lo faccio perché l’arte deve tornare ad osare - ha detto Iscgrò - e pensare cose che nessuno pensa: solo così si può legare all’imprenditoria migliore». Che oggi grazie alla generosità di Henraux Spa ha portato un pezzo di Versilia all’Esposizione universale di Milano.

Tiziano Baldi Galleni

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