La manifestazione
Caos risonanze: «Sono solo a pagamento»
Protesta di un paziente che non ha ottenuto un appuntamento per l’esame alla colonna vertebrale
VIAREGGIO. «Ho chiesto un appuntamento per una risonanza magnetica alla colonna vertebrale. Non è urgente, avrei accettato anche di aspettare del tempo. Ma non di vedermi rispondere che non potevano darmi una data».
Antonio Del Carlo, 49 anni, libero professionista di Massarosa, soffre di un’ernia cervicale con sospette ernie a livello lombare. Il medico di famiglia gli ha prescritto una risonanza magnetica, e lui venerdì scorso ha telefonato al Centro prenotazioni dell’Asl. Ma la risposta - purtroppo non infrequente - non lo ha soddisfatto. «Mi hanno detto che non era possibile prendere un appuntamento: non c’erano date. Hanno preso il mio numero, e ora aspetto di essere richiamato. L’alternativa c’era: fare l’esame a pagamento, in libera professione, a 200 euro. Ma io già pago le tasse e chiedo che la sanità pubblica mi venga incontro le poche volte, per fortuna, che mi rivolgo a lei. Invece mi è stato negato un servizio».
Del Carlo ha interessato della questione il gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia. «La situazione delle liste d’attesa, e in generale della nostra sanità - afferma la consigliera regionale Fdi Marina Staccioli - è molto grave. Martedì mattina ho accompagnato una persona al Cup per prenotare una visita oncologica: c’era un solo sportello aperto con 65 persone in attesa. A un certo punto qualcuno si è scocciato e la fila ha cominciato a smaltirsi: buon per la persona che era con noi, ma il disservizio resta. Inoltre - prosegue Staccioli - sono molto preoccupata per il futuro dell’ospedale. Pensiamo proprio all’oncologia: so che ci sono casi di medici borsisti con contratti a termine. Quando questi contratti finiscono, un reparto di eccellenza che già fa i salti mortali per garantire l’attività va in difficoltà. Questo non è accettabile». Infine, il consigliere Giovanni Donzelli attacca la scelta dell’Asl Versilia «che è anche quella della Regione di siglare un accordo a tariffe vantaggiose coi privati per sopperire alle difficoltà su visite ed esami. È la degenerazione delle liste d’attesa: dato che la sanità pubblica non riesce a garantire le prestazioni in tempi adeguati, si chiede al cittadino di risolvere il problema a sue spese, andando a fare la visita o l’esame dal privato». (m.t.)
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