Il Tirreno

Versilia

A Madrid l’arte impegnata del pittore-politico

di Adolfo Lippi
A Madrid l’arte impegnata del pittore-politico

Nella sede dell’Ambasciata italiana la mostra delle opere di Carlo Carli dove la vita incontra la morte, spietata, sui binari

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Carlo Carli politico-pittore e pittore-politico è un versiliese doc che dopo le mostre a San Pietroburgo e al Parlamento europeo di Bruxelles inaugura domani una nuova esposizione di opere presso l’Ambasciata d’Italia a Madrid. Tema della mostra spagnola “Martirio Viareggio - Santiago di Compostela”, due cittadine piegate, notoriamente, da due immense tragedie, due roghi criminali e mortali, che piegarono le cittadine, pur geograficamente distanti, di un identico dolore.

Carlo Carli, è assai noto, fu parlamentare per il Pd, è stato sottosegretario ai beni culturali, svolse sempre un’intensa attività politica in Versilia, dalla natia Pietrasanta a Viareggio. Deputato per tre legislature egli ebbe origini di sindacalista d’area socialista; però la sua scolastica s’impostò prima all’istituto “Stagio Stagi”, scuola d’arte fine, poi prese il magistero presso l’istituto di Porta Romana di Firenze. Insegnò arte e partecipò a numerose manifestazioni. Ecco perché si può scrivere di lui che è politico-pittore anche perché sue opere sono conservate presso la Presidenza del Parlamento Europeo, alla Camera dei Deputati, all’Archivio Centrale di Stato, nella Pinacoteca del Consiglio Regionale, all’Accademia Russa di San Pietroburgo, presso il Museo Storico della Resistenza a Santa Anna di Stazzema. Ma più intrigante assai, per i cultori della bellezza, è il discorso del pittore-politico perché ormai rari, pochissimi, sono gli artisti che guardano alla realtà, al sociale, ai fatti; mentre durante gli anni 50-70 quasi tutti i pittori e gli scultori s’interessavano, nei soggetti, nelle figure, a ciò che capitava nella storia. Nel dopo-guerra, sulla scia di artisti quali Guttuso, Calabria, Guccione, Zigaina, Vespignani, moltissima zona dell’arte figurativa veniva occupata da pittori, scultori, grafici, come allora si diceva, “impegnati”. Però in Versilia vi era stato un glorioso precedente, Lorenzo Viani. Il maestro viareggino già agli inizi del Novecento anziché proseguire nel paesaggismo post-macchiaiolo, anziché lasciarsi intrigare dalla scuola di “Bohéme” raccolta a Torre del Lago attorno a Giacomo Puccini (vi erano Pagni, Tommasi, Nomellini) s’era dedicato alla pittura, fortemente espressionista, di denuncia e di protesta. Basti rammentare le sue note grafiche contro la guerra di Libia. Basta rammentare i cicli che dipinse alla Camera del Lavoro: “La peste a Lucca”, “Delenda Cartago”, “I vageri” e così via. Poi venne il fascismo, Viani si addomesticò e la pittura “impegnata” passò di moda lasciando spazio a quella celebrativa. Su Mussolini e il fascismo vi sono quadri esaltati ed esaltanti di Viani, Rosai, Soffici, Sironi.Nel dopo-guerra né Mario Marcucci né Renato Santini, i due principali pittori di marina, fecero mai pittura di realtà. Lo stesso Santini che pur militava a sinistra ed era amico di Guttuso non si slanciò verso tematiche operaiste. Il suo realismo si limitò alla raffigurazione drammatica e malinconica degli straccali del levante.

Soltanto Serafino Beconi che pitturò un ciclo assai suggestivo sulla strage di Sant’Anna aderì all’arte di contenuto. Mentre per la denuncia vi fu una bellissima serie di “generali”, polemica e materica, di Mario Francesconi. Oggi Carli con il martirio di Viareggio e Santiago, dedica i suoi quadri ad un accadimento, cioè alla realtà. Senza voli di poesia astratta, senza abbellimenti. Egli mescola disegno e fotografie con misurato mestiere. Fa vibrare le tele di un’epica che si rifà alla grande pittura rinascimentale, italiana e spagnola. Qua rilegge Raffaello qua Rosso Fiorentino. Poi si spinge a Goya perché il “vate” spagnolo fu l’artista più coinvolto dalle drammaturgie della guerra civile anti-francese.

La mostra di Carli a Madrid è un’occasione di incontro con la vita degli uomini quando la vita, pesantemente, incontra la morte spietata. Sono i suoi disegni, i suoi montaggi, penetrazioni forti in ciò che non va dimenticato, le guerre, le stragi, le efferatezze del destino ma anche degli uomini contro altri uomini. E’ evidente che l’esperienza politica di Carli si riporta nella pittura; così come l’arte si riportò nella sua attività parlamentare. Siamo quindi in un caso di doppio scambio di sensazioni ed esperienze che sanno dare un efficace risultato.

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