Sicurezza
Omicidio di Forte dei Marmi, processo a una svolta
Rapinarono e uccisero Luana Mariani nella sua casa di via Viner: dopo la condanna di Dana Raducan attesa la sentenza per altri due imputati che hanno chiesto il giudizio abbreviato
FORTE DEI MARMI. Saranno giudicati il 19 giugno Marcel Raducan e Madalin Paun, due dei quattro componenti della banda che il 4 aprile 2014 rapinò e uccise Luana Mariani, 77 anni, nella sua casa di via Viner a Forte dei Marmi.
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Raducan e Paun, di fronte al giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci e al pubblico ministero Aldo Ingangi, hanno chiesto il giudizio abbreviato. Già condannata a due anni Dana Raducan, moglie di Marcel, che depistò le indagini indicando un albanese come responsabile del delitto. Per quanto riguarda il quarto componente della banda, un quindicenne studente anche lui romeno, comparirà di fronte al giudice del Tribunale dei minori il 20 aprile.
Il delitto di via Viner è stato uno dei più brutali episodi di criminalità degli ultimi anni. L'anziana morì soffocata dal foulard che le era stato messo in bocca dai banditi per farla smettere di gridare. Sarebbe stato il quindicenne, assieme a Madalin Paun a portare dentro casa la vittima - che i banditi avevano trovato in giardino intorno alle 14 - dopo averla percossa e tramortita, perché urlava troppo.
I due le avrebbero legato i polsi e messo un foulard in bocca, poi risultato fatale. Mentre i coniugi Raducan li aiutavano e stavano di guardia. Il bottino della rapina consistette in 200 euro e alcuni gioielli, prelevati dalla cassaforte che era stata aperta con una chiave trovata nell'armadio.
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Tutti i presunti assassini, che erano poi fuggiti in bicicletta, frequentavano il campo rom di via della Sipe a Querceta: proprio lì gli inquirenti avevano trovato indumenti e bici in grado di farli risalire ai presunti responsabili. Tanto che sia Paun che i due Raducan erano stati arrestati dalla polizia un mese dopo l'omicidio, grazie a indagini sui filmati delle telecamere del luogo e a intercettazioni telefoniche e ambientali.
Nella vicenda è rimasto coinvolto anche un pensionato fortemarmino, accusato di aver fornito informazioni utili ai rapinatori in cambio di prestazioni sessuali.
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