Il Tirreno

Versilia

I balneari: stagione al via con la minaccia dei liquami

di Matteo Tuccini
I balneari: stagione al via con la minaccia dei liquami

Gli operatori turistici favorevoli all’uso dell’acido peracetico per pulire il mare «Ma sull’impianto siamo in ritardo, sarà pronto tra mesi: rischiamo nuovi divieti»

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VIAREGGIO. Anno nuovo, liquami vecchi. La sintesi è un po’ brutale (e anche maleodorante), ma è il succo di un autunno-inverno passato tra le raccomandazioni degli operatori turistici, il pressing dei giornali e l’incertezza - con poche eccezioni - delle amministrazioni pubbliche. Il risultato? Con la stagione turistica di fatto già iniziata, il problema dell’inquinamento delle acque della Versilia resta irrisolto. E con esso resta viva la minaccia dei divieti di balneazione, soprattutto in vista di possibili giornate di pioggia forte. Perché la soluzione tampone pensata dalle amministrazioni - prima l’impianto di ionizzazione, ora l’acido peracetico - come primo rimedio contro i liquami che da fiumi e canali arrivano in mare sarà comunque pronta tra mesi. Giugno, forse luglio.

L’ira dei balneari. È la consapevolezza di questo ritardo a scatenare la rabbia dei titolari degli stabilimenti balneari, il giorno dopo l’ufficialità (o quasi) che per ripulire il mare si utilizzerà l’acido peracetico. «Con aprile - afferma Luca Petrucci, presidente dei balneari di Lido di Camaiore - iniziano i prelievi di Arpat sul nostro litorale. Mentre l’impianto che dovrà disinfettare, per così dire, fiumi e canali sarà pronto come minimo a giugno, data che peraltro mi auguro visto che non vi sono certezze. Di conseguenza, in questo periodo siamo scoperti. E non ci resta che incrociare le dita». Se ci saranno giornate di sole, tutto ok. Ma se arriverà una pioggia più consistente, i reflui delle fogne si rifaranno sotto. Allo sbocco della Fossa dell’Abate, come a Motrone e Fiumetto. E sarà di nuovo allarme rosso. «Proprio così - prosegue Petrucci - ed è chiaro che una situazione del genere non è accettabile: si poteva e si doveva fare prima». Anche Daniele Mazzoni, presidente del Consorzio balneari di Marina di Pietrasanta, condivide «le preoccupazioni di Lido che sono esattamente le nostre. Conoscendo i tempi tecnici degli enti pubblici, è difficile pensare che si riuscirà a spargere l’acido peracetico prima di luglio. Di conseguenza, temiamo tutti che possa ripetersi il disastro della stagione scorsa». Con gli stop ai tuffi a pochi giorni da Ferragosto.

Sì all’acido peracetico. Sull’utilizzo di questo strumento - che sarà usato come disinfettante su fiumi e fossi a rischio per abbattere i batteri - i balneari sono tutti d’accordo. Nonostante gli stessi studiosi dell’Università di Pisa, a cui è stato chiesto il parere decisivo per capire come combattere l’inquinamento, non abbiano dato risposte così definitive. «Non abbiamo alternative - spiega Carlo Monti, presidente dei balneari di Viareggio - sappiamo benissimo che non è una soluzione definitiva, e che ci vorranno anni prima che si realizzi l’intero progetto da 40 milioni contro i liquami. Ma al momento questo possiamo fare». Mentre Mazzoni rivela che «come Consorzio di Marina ci eravamo già informati con l’Università di Venezia per un’eventuale perizia, tanto eravamo convinti della bontà di questa soluzione».

L’urgenza. Il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto - che si è assunto la responsabilità di guidare la realizzazione degli interventi anti-inquinamento - ha già assicurato agli operatori turistici che si cercherà di far passare il concetto della massima urgenza. L’obiettivo, ha detto il primo cittadino, è rendere operativo l’impianto in concomitanza con l’inizio della stagione turistica. Martedì ci sarà un vertice con tutti gli enti coinvolti (Regione, Comuni, Gaia e così via) per fare il punto della situazione. «Il Comune di Camaiore si è mosso con rapidità- spiega Petrucci - non così altri enti, come ad esempio Gaia. A che punto sono i progetti per la realizzazione delle nuove reti fognarie, che devono essere portati avanti in parallelo all’impianto dell’acido peracetico? Sarebbe corretto se Gaia, così come ha fatto il Consorzio di bonifica, convocasse un tavolo con sindaci e categorie per mostrare l’avanzamento dei lavori».

@matteotuccini

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