Il Tirreno

Versilia

A rischio le piastrelle in ceramica nell’ex Laveno

di Luca Basile
A rischio le piastrelle in ceramica nell’ex Laveno

Degrado e furti nella colonia dismessa sul viale Apua La Soprintendenza dice che le formelle non si possono toccare

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Si dice che per una formella in ceramica, con in rilievo animali marini colorati, c'è chi si spingerebbe a pagare fino a 1.500 euro. Se non di più. Ma dei si dice è piena la storia, mentre è un dato di fatto che quelle stesse formelle che fanno da cornice muraria all’ex colonia Laveno lungo il viale Apua, sono in completo stato di abbandono così come è in stato di abbandono l'edificio oggi di proprietà di Asl, ieri del Comune e ieri l'altro ancora della Ceramica italiana di Laveno Mombello, poi Richard Ginori, che lo utilizzò come Casa al Mare sullo sfiorire degli anni '40.

Dopo diverse decadi l'immobile è un rudere sepolto dai tronchi di pino caduti a seguito della tempesta del 5 marzo con interni invasi da topi, bisce, resti di bivacchi, scritte sui muri, sporcizia e un odore nauseante. L'azienda sanitaria, acquisendola dal Comune, si era messa in testa un'idea più o meno in linea con le aspettative turistiche della zona: costruirci un albergo. Opzione presto naufragata: oggi si parla di realizzarvi una sede per la medicina preventiva e terapeutica dal punto di vista sociale. Buoni propositi, rilanciati anche dai referenti dell'Asl durante un'incursione di Striscia La Notizia che chiese conto dello stato penoso dell'immobile. Sono passati anni e a parte qualche verbale comminato dal Comune sempre ad Asl per le condizioni di incuria dell'area esterna, dell'ex Laveno non vi è tracciaa nei recenti carteggi urbanistici.

Continuano, invece, a destare curiosità le prestigiose formelle in ceramica, piastrelle artistiche che ornano una facciata da demolire e ristrutturare. La curiosità si traduce, poi, in tentativi di metterci mano da parte di ladri più o meno sbadati, visto che in un caso è stata danneggiata una di queste piastrelle: fra quelle più ricercate ed altre a buon mercato ne sarebbero già scomparse una trentina nell'indifferenza generale. Anche perché quelle formelle a rilievo, in molti casi dipinte a mano, sono pezzi unici: una volta inseriti in determinati contesti di arredo valorizzano ulteriormente l'ambiente. Roba per collezionisti o qualcosa del genere. «Ho fatto tutti i passi necessari - spiega il sindaco - per la tutela delle piastrelle in ceramica e con noi Asl: dalla Sovrintendenza i beni artistici ci dicono, però, che non possono al momento, essere rimosse. In poche parole ci sono dei vincoli da rispettare. E a quello ci atteniamo. Detto questo la problematica, legata ai possibili furti, è innegabile e la situazione va riconsiderata, in attesa che vengano realizzate le opere da progetto».

Ma l'attesa rischia di essere lunga. Se non lunghissima. E allora che qualcuno tragga in salvo quelle piastrelle. Prima che finiscano nella sacca di qualche furbo collezionista di passaggio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa