Il Tirreno

Versilia

Viareggio: barca a vela si incaglia sulla secca

di Donatella Francesconi
Viareggio: barca a vela si incaglia sulla secca

Arrivati per la Regata dei cetacei sono stati accompagnati in porto dalla motovedetta della Capitaneria.
L'Autorità portuale: hanno sbagliato la manovra. Ma da decenni si spendono fiumi di soldi pubblici
per il porto di Viareggio e l'ingresso rimane un'avventura

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VIAREGGIO. Regata dei cetacei al via ieri pomeriggio e movimento di barche in porto fin dai giorni precedenti, con intervento della Capitaneria su un’imbarcazione che - in ingresso al porto - si è incagliata, come spiega la guardia costiera, «nei bassi fondali immediatamente antistanti la zona del fanale verde del porto di Viareggio». Come scritto dal “Tirreno” ieri, dopo aver raccolto la voce di chi va per mare, al fanale verde c’è la secca. «Hanno sbagliato la manovra», è il commento di Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità portuale regionale, Ente dal quale oggi dipendono gli interventi di dragaggio finanziati dalla Regione.

La “manovra” è la parola che attraversa tutta la storia del dragaggio, almeno degli ultimi dieci anni. Nonostante il denaro speso, infatti, se non si entra in porto seguendo alla lettera le indicazioni di Portolano, ci si ritrova o sulla barra sabbiosa o sulla spiaggia o nella secca storica tra i due fanali. «Il porto di Viareggio è fatto così», dicono in Capitaneria. E alla domanda se le mareggiate di marzo possano aver peggiorato la situazione nonostante il dragaggio appena concluso, Morelli risponde: «In questi casi l’aleatorietà è altissima, Vedremo con i rilievi programmati per maggio...».

La storia dell’insabbiamento del porto anno dopo anno suona sempre allo stesso modo: i rilievi batimetrici dicono che l’escavo c’è stato, ma le barche continuano ad avere problemi più o meno gravi. Come nel caso del soccorso, nella tarda serata di giovedì, alla “Elo due”, 13,5 metri, in arrivo per partecipare proprio alla regata dei cetacei, organizzata dal circolo “Vela Mare” di Viareggio. Tre persone a bordo, tutti esperti: ma la barca - così la ricostruzione - «si è incagliata nei bassi fondali immediatamente antistanti la zona del fanale verde». La motovedetta della guardia costiera ha raggiunto l’imbarcazione, che è riuscita a disincagliarsi senza danni, per assisterla «a scopo precauzionale nelle manovre di ingresso in porto ed ormeggio in banchina».

Nei giorni scorsi era stato il cantiere Perini Navi a consegnare al “Tirreno” la preoccupazione dei comandanti per il cumulo di sabbia presente in ingresso del porto: «Gli uffici dell’Autorità portuale - commenta Morelli - sono aperti e disponibili al confronto».

La Capitaneria coglie l'occasione per ricordare a tutti i naviganti «di attenersi scrupolosamente alle pubblicazioni nautiche in vigore, consultando sempre il Portolano per le manovre di ingresso ed uscita dal porto. In caso di necessità o di cattive condizioni meteo marine, in particolare per tutti coloro che non conoscono le caratteristiche del porto di Viareggio, l'Autorità marittima è sempre a disposizione per fornire consigli ed informazioni utili».

Resta il problema centrale: almeno dal 2002 operano in porto solo le draghe, con spesa costante e importante della Regione, ed una quantità d’appalti con i quali si sarebbero scavati due porti e forse anche più. Ma la barra sabbiosa è ancora al suo posto ed entrare ed uscire comporta - a tutt’oggi - problemi. Sostenere che tutto vada bene è davvero arduo...

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