Il Tirreno

Versilia

Il giudice: «Misericordia e Comise devono pagare»

di Donatella Francesconi
Il giudice: «Misericordia e Comise devono pagare»

Decreto ingiuntivo per le spettanze chieste da un dipendente licenziato nel 2014 L’avvocato Nicoletti: gli devono stipendi, tredicesima e Tfr mai corrisposti

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VIAREGGIO. Deve avere 47.037,87 euro il dipendente della cooperativa “Comise” che per la Misericordia teneva aperta il cimitero dell’Arciconfraternita. A settembre dello scorso anno è arrivato il licenziamento ed il lavoratore, molto stimato dai frequentatori dei cimitero, si è rivolto all’avvocato Tiziano Nicoletti per far valere i propri diritti.

Il legale ha fatto i conti: buste paga, tredicesime e Tfr maturati e non corrisposti, per mettere insieme la cifra che è poi stata riconosciuta dal giudice Anna Martelli, pagamento a carico di “Comise” e Misericordia. Poiché «dai documenti prodotti il credito risulta certo, liquido ed esigibile» ed esente da dilazioni possibili.

Resta da capire se le parti ingiunte presenteranno o meno ricorso nei quaranta giorni previsti dalla legge. Ma è interessante, per capire cosa accade sul fronte di via Cavallotti e dintorni, leggere quanto scrive l’avvocato Nicoletti nella richiesta di pagamento formulata per il proprio cliente: «La Comise è una cooperativa che di fatto ha sempre lavorato in sub appalto per la Confraternita di Misericordia di Viareggio, svolgendo prestazioni di servizi presso il cimitero . Tanto è vero che, come si evince dall’estratto conto previdenziale, il lavoratore in questione ha sempre lavorato o per l’Arciconfraternita Misericordia di Viareggio, o per cooperative comunque ad esse collegabili». All’interno del ramificato sistema che ruotava intorno all’Arciconfraternita.

Tiziano Nicoletti mette anche in evidenza, nel richiedere il decreto ingiuntivo che il Tribunale ha accordato, come «nonostante i numerosi solleciti, sia verbali che scritti, la società convenuta si è rifiutata di pagare quando dovuto al lavoratore». Inevitabile, dunque, il passaggio in Tribunale per avere giustizia.

Un altro passaggio drammatico per le sorti della Misericordia che sta aspettando il via libera delle banche sull’approvazione del piano di rientro presentato. Piano che prevede un consistente programma di vendita dei beni dell’Arciconfraternita, soprattutto immobili.

E al quale è legato il futuro dei pochi dipendenti rimasti dopo la chiusura progressiva dei numerosi servizi che l’associazione di volontariato più antica della città erogava sul fronte sanitario/sociale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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