Attenzione
Acido peracetico per “pulire” il mare
Si torna all’uso del disinfettante chimico dopo un’estate di polemiche. E i tempi sono stretti: manca ancora il progetto
VIAREGGIO. Via agli interventi per assicurare la balneazione delle acque versiliesi, ma solo a stagione già iniziata. E non (come era stato ipotizzato) con un impianto di ionizzazione, ma con acido paracetico, lo stesso sistema sulla cui efficacia lo scorso anno aveva manifestato forti dubbi il sindaco di Pietrasanta Domenico Lombardi supportato dalle valutazioni dell’Arpat.
Il problema è noto: quando piove in abbondanza in fiumi e canali della Versilia vengono riversati liquami che poi finiscono in mare facendo “sballare” i dati sulla qualità delle acque rilevati periodicamente da Arpat. Negli ultimi anni è successo a ripetizione tra Viareggio, Lido, Marina e in parte anche Forte dei Marmi. Sotto accusa i liquiami sversati nella Fossa dell’Abate e nei canali Fiumetto e Motrone. Rimedi? Due. Uno immediato: un impianto di “disinfezione” delle acque per i fossi incriminati per il quale era stata coinvolta l’Università di Pisa allo scopo di suggerire la soluzione migliore ai Comuni. Uno più a lugno termine: interventi strutturali su fogne e impianti di depurazione di cui per ora non si hanno notizie.
La relazione tecnica dell'Università di Pisa è stata consegnata ufficialmente al Comune di Camaiore (ente capofila) mercoledì 8 aprile, anche se una bozza ufficiosa era già arrivata il 27 marzo scorso. In sostanza l'Università non consiglia nessuno dei due sistemi (ionizzazione o acido paracetico) perché non esistono, a livello mondiale, studi adeguati sui trattamenti delle acque contaminate presso foci fluviali (esattamente il caso di Fossa dell'Abate, Motrone e Fiumetto). Dell’uno e dell’altro sistema di pulizia delle acqua l'Università fornisce pro e contro. Che, messi tutti insieme, farebbero propendere per la soluzione acido paracetico. Sarebbe la presenza di tronchi e rami nel corso d'acqua (cosa che si verifica ad ogni evento atmosferico particolarmente violento) ad incidere nella decisione di scartare, almeno momentaneamente, l'ipotesi impianto di ionizzazione.
L'idea sarebbe quindi quella di partire, da subito, con l'immissione controllata nei corsi d'acqua e alle foci di acido paracetico, che però è la stessa sostanza utilizzata da anni e contestata duramente proprio pochi mesi fa dal sindaco Lombardi. Entrato a regime l'immissione di acido non si esclude però di affiancare a questo agente chimico anche un impianto di ionizzazione.
Fin qui lo studio. Ma dalle parole occorre passare ai fatti e i tempi si allungano. Se in settimana è arrivata la relazione dell'Università e se per martedì è prevista una riunione conclusiva tra Comuni versiliesi, Regione (che ha stanziato il milione e 800.000 euro necessario all’intervento) e Arpat, con la progettazione siamo indietro. Perché sia pronta ci vorranno almeno due settimane, poi si dovrà fare una gara, affidare l'appalto e cominciare con i lavori. In altre parole non si partirà (come era stato assicurato a più riprese dagli enti coinvolti) prima della stagione estiva, ma a stagione in corso. A meno che non si proceda con la somma urgenza, che però, visto che il problema si porta avanti da almeno 20 anni, sarebbe una decisione difficile da far passare.
Il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, comunque rassicura: «L’obiettivo rimane quello di andare avanti con procedure d'urgenza ed arrivare all'avvio dell'intervento prima dell'inizio della stagione». Il timore di tutti – balneari in primis, ma tutto il mondo del turismo – è che anche nell'estate 2015 Arpat possa rilevare valori sopra la norma che impongono ordinanze di divieto di balneazione in considerazione dei quali Arpat e Regione, a fine anno, tireranno le somme per stabilire in quali specchi di mare, per l'intero 2016, sarà possibile fare il bagno e dove no. A questo si aggiunge il danno di immagine a un territorio che su mare e spiagge ha fondato la propria economia.
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