Italia
Viareggio Porto, diportisti furibondi
Il presidente Nelli: ci chiedono di pagare ma i servizi non ci sono. Il commissario invita i candidati
VIAREGGIO. Tutti da Romeo, domani alle 12,30: è fissata a quest’ora la convocazione dei candidati a sindaco che ha per tema il futuro, molto incerto, della Viareggio Porto. Il commissario prefettizio ha fatto il passo dopo aver rivolto ai sette candidati l’appello a farsi sentire su questo passaggio delicato di un pezzo di città. «Se si vende questa striscia di terra, qua succede la rivoluzione...»: è la voce dei diportisti, furibondi per il sollecito - a mezzo raccomandata comprensiva di messa in mora in caso di mancato pagamento - che il liquidatore Eduardo Falzone ha inviato a chi non ha ancora saldato tutto l’ormeggio. «Questa era la darsenetta motoscafi - racconta Attilio Summonti, vice presidente del circolo dei diportisti della Madonnina -: chi ha navigato per anni è poi venuto a morire qui, con la sua barchina. Questo approdo fa parte della cultura viareggina. Che, però, in venticinque anni è fruttato almeno 25 milioni. Che ne è stato di questi soldi dato che alla Madonnina non si è mai investito un euro da quindici anni ad oggi? Mentre si è speso per tutto il resto, compreso un approdo a Torre del Lago che con la Viareggio Porto non ha niente a che fare...».
Non sono da meno le parole del presidente del circolo, Bruno Nelli: «Nella raccomandata che il liquidatore ha inviato si dice che diventiamo morosi su un pagamento anticipato, coma da contratto, ma per servizi che sono messi in discussione giorno dopo giorno». L’approdo è privo dei requisiti di sicurezza, ha dichiarato con chiarezza il liquidatore. Tanto che su alcuni pontili non è disponibile neppure il sistema antincendio. Per non parlare delle telecamere che - è ancora Falzone a parlare, impegnato a svuotare col secchiello il mare delle “stranezze” riscontrate - «non sono in funzione». Circostanza che i diportisti oggi confermano chiedendo che il servizio di video sorveglianza venga ripristinato, a maggior ragione dopo il furto del gommone della stessa Viareggio Porto. «L’azienda è abbandonata a se stessa in questa fase», dichiarano Nelli e Summonti a nome dei diportisti: «E non sappiamo neppure se da qui a fine anno abbiamo la garanzia dei servizi per i quali ci viene chiesto di pagare...». (d.f.)
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